#MeToo

Anch’io sono stata vittima di molestie sessuali, per anni. Anche io sul posto di lavoro, anche io non ho denunciato. Per paura, per vergona, perché mi sentivo in colpa, perché avrei perso il lavoro. Paradossalmente non perché non avessi nessuno che poteva difendermi, ma per il motivo opposto: se avessi raccontato tutto, quello che all’epoca era il mio ragazzo e che è l’uomo più buono del mondo di sicuro sarebbe andato a spaccargli le gambe con una mazza da baseball. I miei fratelli invece (senza sapere che mi stava succedendo) mi hanno detto, più di una volta, che se qualcuno osava toccarmi lo avrebbero ammazzato. Che loro non avrebbero fatto lo stesso errore di Sonny, che nel film “Il padrino” la prima volta si limita a pestare il marito di sua sorella che la picchiava.
L’idea che i miei fratelli e il mio ragazzo finissero in prigione mi terrorizzava.
E poi chi mi avrebbe creduto? Non avevo prove. Sicuramente qualcuno mi avrebbe detto che me l’ero cercata, che ero stata io a provocarlo, lo hanno detto anche di una delle mie migliori amiche quando è stata violentata, ancora minorenne. Mi ha sempre detto che il processo è stato peggio dello stupro, ti costringono a rivivere all’infinito quei terribili momenti, mettono in dubbio tutto quello che dici come se fossi tu la colpevole. A distanza di anni sento ancora la sua mano sotto alla mia maglietta.

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Panico a scoppio ritardato

Stamattina ero ovviamente sollevata dato che stavo meglio. Oggi pomeriggio mi è venuto un attacco di panico a scoppio ritardato: nonostante abbia meno dolori il fatto di aver aumentato il dosaggio dei farmaci mi ha portato alla mente ricordi brutti del passato, e questo è bastato a far scattare la molla del terrore dentro di me: paura di stare di nuovo male, paura di dover fare altre visite inutili e costose e deludenti, paura di dover cambiare ancora medicine, paura di dover ricominciare da capo. E non importa quanto poco realistica sia questa possibilità, non importa che io cerchi di essere razionale, di dire a me stessa che va tutto bene, che oggi sto meglio, i dolori sono sopportabili, che è solo uno scherzo della mia mente, che non devo avere paura. Ho paura lo stesso. Tanta.

Questione di uno zero

Il mio medico di base mi prescrive un nuovo antidolorifico, lo prendo e sto malissimo per due giorni. Penso che il mio dottore sia un incosciente, poi scopro per un caso fortuito (non avevo più la prescrizione, dato che il farmaco era mutuabile l’aveva tenuta la farmacia) che la farmacista per errore mi aveva dato un dosaggio sbagliato: 250 mg invece che 25 mg. Praticamente come se avessi preso 10 pastiglie in un colpo solo. Eccheccazzo, stai attenta, vuoi mandarmi all’ospedale?. Oltretutto nemmeno con un dosaggio così forte i dolori mi sono passati, e ora  non ho coraggio di prendere nemmeno le pastiglie da 25 mg perché quando ti scotti con l’acqua calda poi hai paura anche di quella fredda.

Non sto meglio.

Non sto meglio, anzi sto di merda. Non mi fido di chi mi sta curando la schiena e che non riesce a capire perché cazzo sto così male. Sono passata dal mio fisioterapista a un suo collega che ha proposto di mandarmi prima a fare una valutazione posturale e poi da un dentista, e intanto mi ha inculato 100 euro. Il fisiatra vorrebbe farmi fare fisioterapia in ospedale, che ovviamente grazie a non so quale genio politico adesso non paghi più solo il ticket, la paghi completa, 200 euro, e magari lui ci guadagna pure qualcosa. Grazie ma no grazie, come dicono da Cattivissimo Me. E io adesso che faccio? Mica ho la competenza per capire cosa devo fare. E’ vero che è una vita che sto male, ma come cazzo faccio a sapere se seguire lo scaricabarile dei fisioterpisti mi porterà ad un risultato o solo a spendere altri soldi. Come cazzo faccio a fidarmi di qualcuno dopo tutte le inculate che ho preso? E infatti non mi fido. E magari invece il collega del mio fisioterapista ha ragione, e facendo quello che dice lui starò meglio, ma non riesco a credergli, cazzo. Riesco solo a piangere. Ho paura, tanta tanta paura. Sto troppo male,  da troppo tempo. E non so cosa fare, mi sento schiacciata, perché oltre al male c’è anche la responsabilità di scegliere come curarmi, e io non lo so, so solo che se sbagliano loro sto male io e io come faccio a capire cosa cazzo devo fare? Avrei bisogno della mia psicologa, non solo al telefono, ho bisogno di vederla, ma non ho tempo di andarci, sono troppo occupata a farmi rubare soldi dagli altri. Non ce la faccio. Non ce la faccio ad affrontare un’altra volta questo calvario. Non voglio più stare male. Ma come cazzo ho fatto a non impazzire in questi mesi? Non ce la faccio. Non riesco a smettere di piangere. Torno di nuovo a pensare a quell’unica definitiva soluzione.

:’-(

i dolori alla schiena sono tornati insopportabili. ieri sera dopo tanto tempo ho desiderato di nuovo di morire. sono stata sopraffatta da tanto male, da tutto il tempo passato a sopportare, dalla convinzione che non riusciranno a trovare causa o rimedio, dalla consapevolezza che questo dolore mi accompagnerà per ogni giorno della mia vita. è stato troppo. stamattina sono un po’ più tranquilla, riesco a tenere questi pensieri in un angolo nascosto della mia testa, fare finta che non esistano, vivere il presente cercando non tanto di trovare un senso quanto di sopportare, di non farmi vincere. ho ricominciato con i cerotti e in pausa pranzo prenderò un antidolorifico. è davvero possibile vivere così? è davvero possibile rimanere sani di mente?

Cambiamenti

Ho chiamato lo psichiatra per riferire che da diversi giorni ho una forte sonnolenza. Mi ha consigliato di lasciare invariato il dosaggio dei tranquillanti in modo da non avere di nuovo quelle dolorose contratture muscolari, e di diminuire gli stabilizzatori dell’umore. Alla fine dato che la sonnolenza mi provoca malessere dovrei essere contenta, invece ho paura. Qualsiasi piccolo cambiamento mi spaventa. Spero di riuscire prima o poi a liberarmi di questa senzazione.

MalEssere

Oggi pomeriggio sono stata male: sudori freddi, nausea, malessere al quale non sapevo dare un nome o una collocazione. All’inizio ho pensato di aver preso l’influenza. Poi ho capito, avevo una crisi, e quando ho realizzato di cosa si trattava sono andata in panico. Da qualche tempo sto veramente bene, e anche se la crisi depressiva che ho avuto era piccola mi è sembrato di impazzire. Ho preso un antipsicotico, mi sembrava non facesse effetto e più il tempo passava più diventava forte la voce nella mia a testa “non ce la faccio, voglio morire”. Lentamente il farmaco ha iniziato a funzionare, e con lui il mio cervello. Mi sono così disabituata a stare male che basta una piccola ricaduta come quella di oggi per paralizzarmi, anche perché inevitabilmente ogni piccolo disturbo mi riporta alla mente l’inferno che ho vissuto, e riporta a galla il terrore che possa succedere di nuovo.