Cambio di dosaggio

La nuova terapia alla quale ho deciso autonomamente di tornare, ma che è quella che in passato mi era stata prescritta dallo psichiatra e per un periodo aveva funzionato (quindi dire che mi sto curando da sola di testa mia è sbagliato), mi sta creando gli stessi effetti collaterali dell’altra volta: ho sempre sonno, mi sento gli occhi pesanti, mi fa molto male la testa, al tempo stesso sono agitata, non riesco a dormire, il mio cervello non si spegne mai, ma nonostante lavori continuamente e velocemente non riesco ad essere efficiente, non riesco a prendere decisioni nemmeno piccole, ieri sera ci ho impiegato mezz’ora per piegare due maglioni e decidere quale indossare stamattina per venire a lavorare, e non perché fossi incerta su qual’era il più bello ma proprio per incapacità di decidere. Per questo spero che questo sia solo un modo di tamponare in attesa di una cura migliore, perché i dolori sono diminuiti, ma la qualità della vita non è certo migliorata. In aggiunta, non so se per colpa del cambio di dosaggio degli antidepressivi, mi sento spesso triste.

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Vorrei solo riuscire a dormire

Finalmente, dopo un mese, gli antidepressivi che sto assumendo per il dolore cronico iniziano a funzionare, i dolori sono diventati più sopportabili e non ho più bisogno di oppiacei. Peccato che gli effetti collaterali siano così insopportabili che penso smetterò di prenderli: bocca sempre asciutta, lingua di carta vetrata, impensabile andare in bagno, non riesco a dormire, passo la notte a sudare freddo e ogni volta che riesco ad assopirmi faccio sogni strani e brutti. Ieri sera mi sono dimenticata di prendere il sonnifero e stamattina mi sono svegliata debole e stanca, di cattivo umore. Anche con il sonnifero comunque dormo poco, ma meglio della infinita notte appena passata. E poi da oltre un mese sono spesso di cattivo umore, non sono più depressa tutto il giorno, ma ho spesso delle crisi durante le quali a volte mi assale la rabbia e spaccherei tutto, a volte mi dà fastidio tutto, a volte piango e basta senza motivo e senza riuscire a fermarmi. E queste crisi sono iniziate prima di iniziare a prendere gli antidepressivi nuovi, quindi almeno questo non è colpa loro. Vorrei andare dallo psichiatra per farmi cambiare la terapia, ma nonostante sia a pagamento mi ha detto che non può vedermi prima di tre settimane, e non si è nemmeno sforzato di chiedermi come sto, se va tutto bene. Non riesco ad avere un buon rapporto con lui, ma ho paura a cambiarlo perché non è detto che con un altro mi troverei meglio, e questo ha una competenza medica impressionante. Però mi fa stare male.

Notte in bianco

Lo scorso fine settimana ho passato la notte in bianco. Quando sono andata a letto ho sentito che qualcosa non andava, ma ho preferito non prendere sonniferi. Mi sono addormentata dopo un tempo accettabile, per qualche ora ho avuto un sonno molto agitato, svegliandomi continuamente. Alle 2 mi sono svegliata definitivamente e ho capito che il sonno non sarebbe più arrivato fino alla notte successiva, e così è stato (anche perché ormai era tardi per prendere il sonnifero). Il giorno dopo ovviamente ero sfinita, ma per fortuna era domenica e non dovevo andare a lavorare. Una parte di me mi diceva “cazzo avevi il sonnifero sul comodino, perché non lo hai preso???”, l’altra parte, quella che aveva ragione, rispondeva “capita a tutti di passare una notte in bianco”. E’ proprio così, capita a tutti. Non devo sempre ricondurre tutto alla mia maledda malattia, altrimenti penserò di non essere mai guarita, nemmeno se e quando starò “bene come gli altri”.

Non ce la faccio

Da circa una settimana, da quando è iniziato il caldo, sono peggiorata moltissimo. Ho ricominciato a soffrire di insonnia e ad avere crisi depressive sempre più forti e frequenti. In questi momenti il terrorre mi paralizza, smetto di pensare in maniera razionale. Mi sveglio la mattina stanca per non aver dormito e inizio già a piangere, in parte senza motivo, in parte pensando a quanto sarà dura dover affrontare la giornata quando sono le 8 e sono già così stanca. Quando cerco di calmarmi guardando le cose da una prospettiva più razionale non faccio altro che generare altre paure che nutrono quelle che ho già nella mia testolina. Invece che convincermi che una notte in bianco non è una tragedia e capita anche alle persone “normali”, invece che pensare che devo tenere duro solo qualche ora e poi potrò prendere un sonnifero e recuperare il sonno perduto, inizio a disperarmi perché mi stavo abituando a stare bene, e non voglio ricominciare a stare male, non potrei sopportarlo, non potrei sopravvivere, inizio a chiedermi come ho fatto per anni a far finta di niente convivendo con questo mostro orribile che mi divorava e dico a me stessa che non ce la faccio ad affrontarlo di nuovo. Cerco di calmarmi, penso che potrei tornare dallo psichiatra per cambiare terapia, ma l’unico pensiero che riesce a farsi spazio nel mio cervello è sempre lo stesso: non ce la faccio. Come se non ci fossero alternative, come se non ci fossero medicine, come se non ci fosse la possibilità che sia una crisi passeggera, tutto il dolore del passato torna a travolgermi, e con esso la voglia inesorabile di farla finita, perché non riuscirei a passare di nuovo attraverso quell’inferno. Non importa se probabilmente non è necessario che io trovi la forza di affrontarlo di nuovo, perché è solo una mia paura. La mia paura è talmente forte che diventa reale. Il dolore che ho affrontato e che credevo di aver superato ritorna in tutta la sua potenza a travolgermi, e non è più passato, lo sto vivendo in quel momento. Rientro nella spirale oscura dalla quale, se riuscissi a pensare in maniera razionale, mi renderei conto di essere uscita e che invece di nuovo mi fa precipitare. L’angoscia è così mostruosa che non riesco nemmeno a piangere. Riesco solo a ripetermi ossessivamente “non ce la faccio”.

Via di mezzo

Dato che da alcuni giorni ero letteralmente caduta in letargo, non riuscivo a stare sveglia in pausa pranzo e la sera prima che finisse il telegiornale avevo così tanto sonno che mi si incrociavano gli occhi e dovevo andare a dormire, ieri ho avuto la bellissima idea di bere un paio di tazze di the. Risultato: stanotte non ho dormito e ho dovuto prendere dei tranquillanti per la forte agitazione. Ma non si può avere una sana e normale via di mezzo?

Aprile dolce dormire

Magari. Dopo mesi di ipersonnia, a combattere per tenere gli occhi aperti almeno mentre ero in ufficio, impossibile uscire la sera, ora è tornata l’insonnia. Ho ricominciato a prendere sonniferi, e anche con questi dormo bene solo la prima parte della notte, poi verso le 4 il sonno diventa agitato e leggero, faccio sogni molto vividi quando non veri e propri incubi, mi sveglio continuamente. Stranezze della mia maledetta malattia.