Stavolta meglio

Questa settimana sono dovuta tornare dallo psichiatra, per le crisi che sono diventate sempre più invalidanti, intralciando pesantemente il mio lavoro ed ogni altra attività, anche piccola.
Stavolta è stato più disponibile, mi ha dedicato il tempo che mi serviva, mi ha cambiato la terapia aumentando un farmaco per stabilizzare l’umore e togliendone un altro, io gli ho fatto un sacco di domande e lui ha risposto molto tranquillamente, senza guardare l’orologio. La visita alla fine è durata circa mezz’ora, non pretendo che duri due ore, ma che ci sia tempo sufficiente. Mi ha fatto sentire più tranquilla. Per capire meglio cosa mi succede mi ha chiesto di sua spontanea volontà, ed è la prima volta in 4 anni, di farlo chiamare dalla mia psicologa per confrontarsi con lei, dato che io non sono riuscita a trovare un fattore scatente per queste crisi. Secondo lui dipende dalla frustrazione che non riesco a gestire, sia nelle piccole cose che vengono amplificate e scatenano una crisi nell’immediato, sia la sensazione generale di frustrazione legata al fatto di soffrire di dolore cronico, che provoca crisi in generale.
Era proprio questo di cui avevo bisogno, un essere umano disposto a cercare di curarmi, ci voleva tanto a capirlo? Non voglio lasciare spazio alle recriminazini, farebbero male solo a me. Stavolta è andata bene, concentriamoci su quello.

Alti e bassi

Da qualche giorno sono peggiorata, ho sempre sonno, mi addormento ogni volta che appoggio la testa sul divano, faccio fatica a stare sveglia anche di giorno (e secondo lo psichiatra non è una sedazione indotta dai farmaci ma uno dei sintomi della mia malattia), spesso non ho fame durante i pasti e devo sforzarmi per mangiare, qualche ora dopo ho un calo di zuccheri e mi viene voglia di caramelle e schifezze varie. Voglia che cerco di tenere a bada per non continuare ad ingrassare. Gli psicofarmaci hanno portato il mio indice di massa corporea da 15 (gravemente sottopeso) a 20 (normale), di sicuro non voglio dimagrire ma ho la pancetta, sembro incinta e voglio perdere un paio di centimetri di girovita (non di più, le donne vere hanno le curve). Solo che a volte la voglia di dolcetti è proprio incontrollabile, se non mangio qualcosa mi viene l’ansia e allora cedo visto che ingrassare di qualche grammo è sicuramente il male minore. Questi sintomi sono sicuramente fastidiosi, ma a farmi impazzire sono fortissima frustrazione e insofferenza a livelli insopportabili. Sto proprio malissimo, sono apatica. Ho provato con gli antipsicotici ma non fanno effetto. Per ora non sono ancora entrata nella spirale di paura di tornare a stare malissimo come prima di curarmi, riesco ancora ad essere abbastanza lucida da capire che tutti quelli che soffrono di depressione hanno ciclicamente delle ricadute, e questo non necessariamente è tragico o spaventoso, è l’andamento normale della mia antipatica malattia.

Frustrazione

Oggi sono stata male. La frustrazione di un’aspettativa delusa mi ha provocato una crisi depressiva. La depressione ti costringe ad essere sempre triste, indipendentemente da quello che ti accade, e così, senza rendertene conto, anche quando hai la possibilità di scegliere se essere felice non lo fai semplicemente perché non sei abituato a farlo. Anche nei brevi momenti nei quali la malattia ti dà una tregua dimentichi che puoi farlo, e non lo fai. Com’è successo a me oggi. E poi essere ferita e reagire soffrendo per questo, sempre a livello inconscio, mi sembra una reazione più normale del comportarmi come se non fosse successo niente, ammetto che tendo piuttosto a drammatizzare, perché permettermi il lusso di essere serena nonostante un piccolo contrasto mi dà l’impressione di negare la sofferenza che mi è stata imposta. E io non voglio. In fondo forse non voglio perdonare. Sono rimasta intrappolata nei miei schemi mentali. Sono stata mio malgrado vittima di me stessa, cadendo nella fossa che io stessa avevo scavato. Certo che è difficile essere sinceri con sé stessi…