Cambio di dosaggio

La nuova terapia alla quale ho deciso autonomamente di tornare, ma che è quella che in passato mi era stata prescritta dallo psichiatra e per un periodo aveva funzionato (quindi dire che mi sto curando da sola di testa mia è sbagliato), mi sta creando gli stessi effetti collaterali dell’altra volta: ho sempre sonno, mi sento gli occhi pesanti, mi fa molto male la testa, al tempo stesso sono agitata, non riesco a dormire, il mio cervello non si spegne mai, ma nonostante lavori continuamente e velocemente non riesco ad essere efficiente, non riesco a prendere decisioni nemmeno piccole, ieri sera ci ho impiegato mezz’ora per piegare due maglioni e decidere quale indossare stamattina per venire a lavorare, e non perché fossi incerta su qual’era il più bello ma proprio per incapacità di decidere. Per questo spero che questo sia solo un modo di tamponare in attesa di una cura migliore, perché i dolori sono diminuiti, ma la qualità della vita non è certo migliorata. In aggiunta, non so se per colpa del cambio di dosaggio degli antidepressivi, mi sento spesso triste.

Pelle

Ho sempre avuto una pelle invidiabile, come quella di una bambola di porcellana, chiara, fine… La coccolo con acqua di rose, aloe e olio di argan, tutto bio ovviamente (sapendo dove comprare spendo davvero poco per prodotti di buona qualità e che durano un sacco di tempo).
A fine luglio ho cambiato antidolorifici, funzionano poco e mi sono abituata subito, come sempre. Non solo non mi sono passati i dolori, come mi aveva promesso il medico di terapia antalgica n. 1, ma mi è venuta fuori un brutto sfogo sul viso, ho delle macchie rosse attorno al naso alle labbra. Ho provato creme antistaminiche e cortisone, niente, soldi buttati. Ho chiesto al mio medico di base che si è limitato ad affermare che non è herpes (ma non mi dire?).
Il dolore vuole togliermi anche la vanità.

Carenze

Ho cambiato ambulatorio di terapia del dolore, visto che hanno chiuso il primo al quale mi ero rivolta. Sto facendo mesoterapia, per ora non sta funzionando, anzi sto peggio, nonostante si limitino a iniettarmi dell’anestetico sotto pelle che dovrebbe fare effetto immediatamente (come l’anestesia che ti fa il dentista).
La dottoressa mi ha fatto fare esami del sangue e urine, ho carenze piuttosto gravi di diverse vitamine e sali minerali, in particolare magnesio, calcio, fosforo e soprattutto vitamina D, per quest’ultima ha dovuto prescrivermi un farmaco invece del normale integratore.
La cosa più “divertente” è che a causarmi questa carenza (ovviamente non me l’ha spiegato nessun medico, ho dovuto informarmi da sola) è uno degli psicofarmaci che prendo. Quindi una medicina contro la depressione che mi causa carenza di vitamnina D che a sua volta causa depressione. Fantastico.
E fantastico anche che il mio medico di base e il mio psichiatra nonostante assuma questi veleni da anni non si sono mai sognati di farmi fare delle analisi per controllare che tutto andasse bene, anzi quest’estate quando avevo sollevato il dubbio con il mio medico (mi ero accorta che gli integratori di magnesio e potassio che prendevo per la pressione bassa mi facevano diminuire i dolori alla schiena) aveva detto che non era necessario.

Alzheimer

La mattina mentre faccio colazione guardo il “Dr. Oz show”. Oggi presentava una ricerca secondo la quale chi assume benzodiazepine, soprattutto in giovane età, per più di 3 mesi, ha il 50% di possibilità in più di ammalarsi di Alzheimer. Che culo: io le prendo tutti i giorni da “solo” 4 anni, e chissà per quanto tempo ancora dovrò assumerle. Non mi ha esattamente aiutato ad iniziare la giornata con positività.

Questione di uno zero

Il mio medico di base mi prescrive un nuovo antidolorifico, lo prendo e sto malissimo per due giorni. Penso che il mio dottore sia un incosciente, poi scopro per un caso fortuito (non avevo più la prescrizione, dato che il farmaco era mutuabile l’aveva tenuta la farmacia) che la farmacista per errore mi aveva dato un dosaggio sbagliato: 250 mg invece che 25 mg. Praticamente come se avessi preso 10 pastiglie in un colpo solo. Eccheccazzo, stai attenta, vuoi mandarmi all’ospedale?. Oltretutto nemmeno con un dosaggio così forte i dolori mi sono passati, e ora  non ho coraggio di prendere nemmeno le pastiglie da 25 mg perché quando ti scotti con l’acqua calda poi hai paura anche di quella fredda.

Istigazione a delinquere

Come ho detto nel post precedente il cioccolato è altamente consigliato a noi depressi, e non solo a noi, perché è utile contro la costipazione. Un altro effetto collaterale che possono provocare gli psicofarmaci (e io non mi faccio mancare niente, quindi ho anche questo) è l’ipotensione: con questo caldo i mei valori sono spesso al di sotto di 80/50. Certo, esistono le goccine da comprare in farmacia, e io ovviamente sono costretta a prenderle, ma anche in questo caso il cioccolato, assieme alla liquirizia, può essere di aiuto. Sempre per quanto riguarda la depressione, vorrei ricordare che il cioccolato contiene magnesio, stimola la produzione di endorfine, eccetera eccetera.

Ok lo ammetto, so che sono tutte cazzate, e che verrò incriminata per istigazione a delinquere per aver fornito ulteriori alibi ai ciocco-dipendenti. Io intanto domani vado alla bottega del commercio equo e mi compro il mio bel kilo e mezzo di cioccolato, tanto per essere sicura di non rimanere senza quando chiudono per ferie. Vedete voi.

Unica

I farmaci per il dolore cronico mi provocano miastenia, ovvero un’estrema debolezza muscolare. Ero una gran camminatrice e ora riesco a fare solo pochi passi, non riesco più a fare fisioterapia, le mie braccia sono troppo deboli per fare qualsiasi tipo di pulizie o perfino una torta, ieri ho fatto fatica a sollevare mio nipote che è pesante quanto un pulcino.  E’ un effetto collaterale così raro che non è nemmeno segnato sul foglietto illustrativo. Su internet ho trovato solo un paio di articoli scientifici in inglese che parlano di uno studio per verificare questi casi. Il mio solito culo.