Stavolta meglio

Questa settimana sono dovuta tornare dallo psichiatra, per le crisi che sono diventate sempre più invalidanti, intralciando pesantemente il mio lavoro ed ogni altra attività, anche piccola.
Stavolta è stato più disponibile, mi ha dedicato il tempo che mi serviva, mi ha cambiato la terapia aumentando un farmaco per stabilizzare l’umore e togliendone un altro, io gli ho fatto un sacco di domande e lui ha risposto molto tranquillamente, senza guardare l’orologio. La visita alla fine è durata circa mezz’ora, non pretendo che duri due ore, ma che ci sia tempo sufficiente. Mi ha fatto sentire più tranquilla. Per capire meglio cosa mi succede mi ha chiesto di sua spontanea volontà, ed è la prima volta in 4 anni, di farlo chiamare dalla mia psicologa per confrontarsi con lei, dato che io non sono riuscita a trovare un fattore scatente per queste crisi. Secondo lui dipende dalla frustrazione che non riesco a gestire, sia nelle piccole cose che vengono amplificate e scatenano una crisi nell’immediato, sia la sensazione generale di frustrazione legata al fatto di soffrire di dolore cronico, che provoca crisi in generale.
Era proprio questo di cui avevo bisogno, un essere umano disposto a cercare di curarmi, ci voleva tanto a capirlo? Non voglio lasciare spazio alle recriminazini, farebbero male solo a me. Stavolta è andata bene, concentriamoci su quello.

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Meno male!

Quello che tanto temevo non è successo: nonostante i forti dolori alla schiena non ho avuto crisi depressive. Ho avuto un attimo di sconforto quando il posturologo mi ha detto che devo essere realista, che la mia schiena non è come quella delle altre persone, e che lui e il fisioterapista possono fare poco. Sono scoppiata a piangere un po’ perché è vero e lo sapevo già, ma tenevo questa cosa chiusa in un angolo nascosto per non pensarci, un po’ perché questa cosa mi fa terribilmente paura, e credo che chiunque di fronte alla prospettiva di avere dolori più o meno forti tutti i giorni per tutto il resto della propria vita non farebbe i salti di gioia. Comunque i dolori stanno diventando più sopportabili, e l’umore non ne ha risentito, sto affrontando questa prova con forza e leggerezza, e se fino a poco tempo fa mi avessero detto che ci sarei riuscita non ci avrei creduto. Sono proprio contenta!

Non ce la faccio

Da circa una settimana, da quando è iniziato il caldo, sono peggiorata moltissimo. Ho ricominciato a soffrire di insonnia e ad avere crisi depressive sempre più forti e frequenti. In questi momenti il terrorre mi paralizza, smetto di pensare in maniera razionale. Mi sveglio la mattina stanca per non aver dormito e inizio già a piangere, in parte senza motivo, in parte pensando a quanto sarà dura dover affrontare la giornata quando sono le 8 e sono già così stanca. Quando cerco di calmarmi guardando le cose da una prospettiva più razionale non faccio altro che generare altre paure che nutrono quelle che ho già nella mia testolina. Invece che convincermi che una notte in bianco non è una tragedia e capita anche alle persone “normali”, invece che pensare che devo tenere duro solo qualche ora e poi potrò prendere un sonnifero e recuperare il sonno perduto, inizio a disperarmi perché mi stavo abituando a stare bene, e non voglio ricominciare a stare male, non potrei sopportarlo, non potrei sopravvivere, inizio a chiedermi come ho fatto per anni a far finta di niente convivendo con questo mostro orribile che mi divorava e dico a me stessa che non ce la faccio ad affrontarlo di nuovo. Cerco di calmarmi, penso che potrei tornare dallo psichiatra per cambiare terapia, ma l’unico pensiero che riesce a farsi spazio nel mio cervello è sempre lo stesso: non ce la faccio. Come se non ci fossero alternative, come se non ci fossero medicine, come se non ci fosse la possibilità che sia una crisi passeggera, tutto il dolore del passato torna a travolgermi, e con esso la voglia inesorabile di farla finita, perché non riuscirei a passare di nuovo attraverso quell’inferno. Non importa se probabilmente non è necessario che io trovi la forza di affrontarlo di nuovo, perché è solo una mia paura. La mia paura è talmente forte che diventa reale. Il dolore che ho affrontato e che credevo di aver superato ritorna in tutta la sua potenza a travolgermi, e non è più passato, lo sto vivendo in quel momento. Rientro nella spirale oscura dalla quale, se riuscissi a pensare in maniera razionale, mi renderei conto di essere uscita e che invece di nuovo mi fa precipitare. L’angoscia è così mostruosa che non riesco nemmeno a piangere. Riesco solo a ripetermi ossessivamente “non ce la faccio”.