Carenze

Ho cambiato ambulatorio di terapia del dolore, visto che hanno chiuso il primo al quale mi ero rivolta. Sto facendo mesoterapia, per ora non sta funzionando, anzi sto peggio, nonostante si limitino a iniettarmi dell’anestetico sotto pelle che dovrebbe fare effetto immediatamente (come l’anestesia che ti fa il dentista).
La dottoressa mi ha fatto fare esami del sangue e urine, ho carenze piuttosto gravi di diverse vitamine e sali minerali, in particolare magnesio, calcio, fosforo e soprattutto vitamina D, per quest’ultima ha dovuto prescrivermi un farmaco invece del normale integratore.
La cosa più “divertente” è che a causarmi questa carenza (ovviamente non me l’ha spiegato nessun medico, ho dovuto informarmi da sola) è uno degli psicofarmaci che prendo. Quindi una medicina contro la depressione che mi causa carenza di vitamnina D che a sua volta causa depressione. Fantastico.
E fantastico anche che il mio medico di base e il mio psichiatra nonostante assuma questi veleni da anni non si sono mai sognati di farmi fare delle analisi per controllare che tutto andasse bene, anzi quest’estate quando avevo sollevato il dubbio con il mio medico (mi ero accorta che gli integratori di magnesio e potassio che prendevo per la pressione bassa mi facevano diminuire i dolori alla schiena) aveva detto che non era necessario.

Incontinenza del condotto lacrimale

Ieri sono stata vittima di quello che, più che un’ingiustizia, si può considerare un vero e proprio sopruso, l’ennesimo, da parte delle prepotenti segretarie del mio medico di base. A quanto pare il loro principale scopo nella vita è quello di abusare del loro potere per vessare noi pazienti che dobbiamo sottostare alla loro assurda dittatura stando zitti ed abbassando il capo, perché se non lo facciamo loro possono decidere di non farci visitare da nessuno dei medici di base (sono tutti riuniti nello stesso studio medico). I dottori, invece di pensare al bene dei pazienti, danno ragione alle streghe, visto che a loro interessa solo lavorare il meno possibile, senza preoccuparsi del nostro disagio e del fatto che le segretarie si divertono a sostituire il medico e ogni volta che un paziente chiama deve spiegare tutti i suoi problemi di salute a loro (alla faccia della privacy), che decidono arbitrariamente se farlo visitare o meno, addirittura una volta con me si sono permesse (nonostante non abbiano nessuna competenza in materia) di farmi una diagnosi telefonica in base ai sintomi, dicendo che non avevo bisogno di farmi visitare e si sono limitate a dire al medico di prescrivermi degli antibiotici (che ovviamente si sono rivelati inutili).
In seguito a questa assurda prepotenza ho reagito come da un periodo a questa parte mi capita di fare di fronte a ogni situazione spiacevole: piangendo disperatamente, scossa da forti singhiozzi che sono durati tutto il pomeriggio e che anche oggi mi hanno lasciato il cuore pesante. Domani chiamerò la mia buona psicologa per chiederle consiglio su come fare a dominarmi quando inizio a piangere in quel modo.

Piangere e arrabbiarsi

Qualche giorno fa ho subìto una terribile ingiustizia, un vero e proprio sopruso da parte di una persona prepotente il cui lavoro, al contrario, sarebbe quello di aiutarmi.
All’inizio mi sembrava di non averla presa tanto male, sono rimasta abbastanza indifferente; ancora una volta stavo reprimendo i miei sentimenti, stavolta al punto di ingannare non solo gli altri ma soprattutto me stessa.
Dopo un paio di giorni, quando sono andata a dormire, la mia mente ha iniziato a pensare insistentemente a quell’episodio, continuavo a riviverlo, e non riuscivo assolutamente a spengere il mio cervello. Ho iniziato a piangere, non sommessamente ma singhiozzando e con i lacrimoni come i bambini piccoli. Sfogarmi non mi ha aiutata, anzi ci pensavo con ancora maggiore insistenza e man mano che piangevo autoalimentavo la mia frustrazione, la mia tristezza, la mia rabbia, la mia impotenza, che continuavano ad aumentare. Ho messo in pratica un consiglio sentito (ancora una volta) al “dr. Oz show”: ho iniziato a fare a mente conteggi di matematica difficili, in questo modo si smette di usare la parte del cervello dedicata alle emozione e si inizia ad usare l’emisfero legato alla razionalità. Dopo pochi minuti che mi sforzavo di fare moltiplicazioni e divisioni mi sono accorta che in effetti mi stavo calmando, questo trucchetto funziona bene. Ora continuo in parte a reprimere e cerco di non pensare a quell’episodio spiacevole, e tanto meno ai miei problemi di salute, cerco di vivere un giorno alla volta.

Alzheimer

La mattina mentre faccio colazione guardo il “Dr. Oz show”. Oggi presentava una ricerca secondo la quale chi assume benzodiazepine, soprattutto in giovane età, per più di 3 mesi, ha il 50% di possibilità in più di ammalarsi di Alzheimer. Che culo: io le prendo tutti i giorni da “solo” 4 anni, e chissà per quanto tempo ancora dovrò assumerle. Non mi ha esattamente aiutato ad iniziare la giornata con positività.

Panico a scoppio ritardato

Stamattina ero ovviamente sollevata dato che stavo meglio. Oggi pomeriggio mi è venuto un attacco di panico a scoppio ritardato: nonostante abbia meno dolori il fatto di aver aumentato il dosaggio dei farmaci mi ha portato alla mente ricordi brutti del passato, e questo è bastato a far scattare la molla del terrore dentro di me: paura di stare di nuovo male, paura di dover fare altre visite inutili e costose e deludenti, paura di dover cambiare ancora medicine, paura di dover ricominciare da capo. E non importa quanto poco realistica sia questa possibilità, non importa che io cerchi di essere razionale, di dire a me stessa che va tutto bene, che oggi sto meglio, i dolori sono sopportabili, che è solo uno scherzo della mia mente, che non devo avere paura. Ho paura lo stesso. Tanta.

Sveglia presto

Da diversi giorni i dolori sono molto peggiorati, di giorno anche se forti sono ancora sopportabili, le nuove medicine mi aiutano davvero tanto, ma di notte sto così male che non riesco da dormire. Da quasi due settimane nonostante i sonniferi mi sveglio alle 5. Sono sfinita. Oggi non riesco a concentrarmi e fare niente. Vorrei provare ad aumentare il dosaggio degli antidolorifici che prendo alla sera, per vedere se riesco a stare bene e dormire tutta la notte, ma sono farmaci molto forti e io continuo ad aumentare il dosaggio perché mi abituo troppo velocemente. Non so se è il caso di chiamare il medico di terapia antalgica che me li ha prescritti o fare di testa mia. Quando sto così male non riesco a prendere nessuna decisione, nemmeno semplice come questa, vado proprio in crisi.