Perché sono sparita

Da tanto tempo non aggiorno questo blog, non ce la facevo, ogni volta che ci pensavo mi mettevo a piangere a dirotto.
Il 24 aprile ho fatto una visita al centro di terapia antalgica n. 4; definirla visita è un eufemismo, dato che per l’ennesima volta non mi hanno visitata, non mi hanno ascoltata, non hanno cercato di capire la mia sofferenza, ingombrante sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico, a causa delle grandi limitazioni che la mia malattia mi pone. Non mi hanno proposto delle soluzioni, non mi hanno dato la possibilità di fare fisioterapia in ospedale risparmiando un bel po’ di soldi. Non mi hanno proposto delle cure o delle terapie.
Avevo riposto tante speranze in questa visita, forse troppe, ma non è colpa mia, sto male da così tanto tempo che credo sia normale pensare di meritare un po’ più di considerazione e comprensione.
Per i primi due giorni sono rimasta come congelata, senza capire, senza pensare. Poi sono andata in frantumi, ho iniziato a piangere senza riuscire a fermarmi, ho ricominciato a pensare che l’unica vera soluzione per smettere finalmente di soffrire è quella di farla finita.

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