Questione di uno zero

Il mio medico di base mi prescrive un nuovo antidolorifico, lo prendo e sto malissimo per due giorni. Penso che il mio dottore sia un incosciente, poi scopro per un caso fortuito (non avevo più la prescrizione, dato che il farmaco era mutuabile l’aveva tenuta la farmacia) che la farmacista per errore mi aveva dato un dosaggio sbagliato: 250 mg invece che 25 mg. Praticamente come se avessi preso 10 pastiglie in un colpo solo. Eccheccazzo, stai attenta, vuoi mandarmi all’ospedale?. Oltretutto nemmeno con un dosaggio così forte i dolori mi sono passati, e ora  non ho coraggio di prendere nemmeno le pastiglie da 25 mg perché quando ti scotti con l’acqua calda poi hai paura anche di quella fredda.

Istigazione a delinquere

Come ho detto nel post precedente il cioccolato è altamente consigliato a noi depressi, e non solo a noi, perché è utile contro la costipazione. Un altro effetto collaterale che possono provocare gli psicofarmaci (e io non mi faccio mancare niente, quindi ho anche questo) è l’ipotensione: con questo caldo i mei valori sono spesso al di sotto di 80/50. Certo, esistono le goccine da comprare in farmacia, e io ovviamente sono costretta a prenderle, ma anche in questo caso il cioccolato, assieme alla liquirizia, può essere di aiuto. Sempre per quanto riguarda la depressione, vorrei ricordare che il cioccolato contiene magnesio, stimola la produzione di endorfine, eccetera eccetera.

Ok lo ammetto, so che sono tutte cazzate, e che verrò incriminata per istigazione a delinquere per aver fornito ulteriori alibi ai ciocco-dipendenti. Io intanto domani vado alla bottega del commercio equo e mi compro il mio bel kilo e mezzo di cioccolato, tanto per essere sicura di non rimanere senza quando chiudono per ferie. Vedete voi.

Mi dispiace per la Marcuzzi

Gli psicofarmaci che sto assumendo, come molte altre medicine, hanno tra gli effetti collaterali più comuni quello di creare costipazione. Sarà che sono abituata a cose ben peggiori, ma questo non lo considero nemmeno un effetto collaterale, o almeno non lo faccio ora che ho risolto questo fastidio.  Dopo essermi fatta venire inutilmente l’ansia e prima di provare rimedi costosi (tutto quello che ti vendono in farmacia e in erboristeria costa come l’oro, e dentro magari ci sono solo un po’ di fibre), non potendo mangiare lo yogurt della Marcuzzi perché sono intollerante al lattosio, ho deciso di ricorrere ad un rimedio della nonna: le mitiche prugne secche. Fanno effetto subito (ne mangio 6-7 a colazione, dopo 2 ore esatte sono in bagno libera e leggera), non hanno controindicazioni (al contrario di psillio e altre fibre non influiscono sull’assorbimento dei farmaci), sono ricche di calcio che forse mi sarà utile quando sarò vecchietta visto che, appunto, non posso mangiare latte e derivati. Ma soprattutto sono buone! Iniziare la giornata con qualcosa di dolce per noi depressi è una coccola irrinunciabile. Quindi mi dispiace per la Marcuzzi, non ho niente contro di lei e contro il suo yogurt, ma io resto fedele alle mie prugne secche.

Ah, a proposito di coccole irrununciabili per noi depressi con stitichezza provocata dalle medicine velenose che assumiamo: nonostante si pensi il contrario, anche il cioccolato aiuta a fare la cacca! Quindi adesso abbiamo una scusa in più per mangiarne in quantità. E chi se ne frega della pancia (possiamo sempre dare la colpa agli psicofarmaci che ci fanno ingrassare).