Tranquillanti

Ultimamente sono molto migliorata, al punto che ho dovuto diminuire ulteriormente i tranquillanti. Dico che ho dovuto perché il dosaggio abituale per me era diventato troppo alto, al punto da provocarmi una forte sonnolenza anche di giorno. Buona notizia per me, che finalmente sto meglio, e buona notizia per tutti quelli che (come me prima di provare ad assumerli) non vogliono curarsi con gli psicofarmaci perché pensano che ne resteranno schiavi per sempre, e che anzi dovranno continuamente aumentare il dosaggio. Il rovescio della medaglia è che i tranquillanti tenevano rilassati anche i muscoli, e da quando ne prendo meno mi sono riempita di contratture, ho dolori allucinanti. Il dolore fisico è depressogeno, cioè causa o peggiora la depressione, quindi se l’ansia va meglio se il mal di schiena non mi passa velocemente rischio che la depressione peggiori. Potrei prendere antidolorifici che mi darebbero sollievo ma non risolverebbero il problema, e che mi impedirebbero di capire se il dolore è diminuito per merito loro o della fisioterapia, e quindi impedirebbero al mio posturologo di capire se gli esercizi che sto facendo vanno bene o se devo cambiarli. Il solito cane che si morde la coda, o in questo caso che mi morde la schiena. Per ora riesco ad essere serena e tranquilla, a sopportare il male con pazienza. Speriamo che duri.

Annunci

Bisogno di sfogarmi

Mi rendo conto di quanto togliere a una persona la libertà di esprimere i propri sentimenti possa essere dannoso. O almeno lo è per me. Uno dei miei titolari pretende sempre che tutti siano allegri, spensierati e ottimisti, anche se ho un problema o sto male devo essere sorridente e dire che va tutto bene, altrimenti mi critica per ore cercando di convincermi del contrario. Non mi piace piangermi addosso, ma non ho nemmeno voglia di fare sempre la fatica di far finta che tutto vada bene quando non è così. Cazzo anche quando mia mamma aveva il cancro dovevo essere sempre tutta gioiosa per non sentire le sue prediche interminabili che mi rompevano ancora di più i coglioni. Che poi lui è il primo ad innervosirsi o ad arrabbiarsi quando qualcosa non va come vorrebbe. Questo atteggiamento mi sta davvero sul cazzo e lo trovo anche ipocrita. Tu sei capace di essere sempre contento anche quando ti crolla il mondo addosso? Bravo, complimentoni. Non pretendere che anche per gli altri sia così. Non puoi costringere le persone ad essere felici perché è più comodo per te, è una vera e propria violenza.

Anche una mia amica, quando le confido che un altro dei miei titolari mi tratta malissimo senza motivo, solo per il gusto di farlo, mi dice che devo provare pena per lui, pregare per lui (e su queste cose sono d’accordo, in quanto cristiana), ma poi si aspetta anche che questo basti per non farmi soffrire. Eh no, cazzo. Io posso anche sforzarmi di sopportare con pazienza che lui mi faccia del male di proposito, ma non sono così masochista da esserne contenta. Le voglio tanto bene, anche lei ne vuole a me e so che sta solo cercando di aiutarmi, ma non essere compresa e sentirmi giudicata non è quello di cui ho bisogno. Puoi darmi un consiglio, ma non pretendere che io abbia gli stessi sentimenti che avresti tu al mio posto. Ma poi siamo davvero sicuri che se lei si trovasse al mio posto sarebbe così contenta di avere un capo che dice apertamente di divertirsi a rompermi i coglioni?

Lascia o raddoppia

Da un paio di settimane avevo provato a ridurre i tranquillanti, mi sembrava di farcela, che al mio corpo servisse solo un po’ di tempo per adattarsi. Invece ho dovuto tornare al dosaggio di prima. Cerco di non viverlo come un fallimento, cerco di pensare che forse era solo troppo presto, ma prima o poi ci riuscirò. Dopotutto solo pochi mesi fa avevo dimezzato proprio questo tipo di farmaci, e quello che avevo provato a fare in questi giorni era di ridurli a un quarto. La mia era già una vittoria. Cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno (anzi in questo caso la pillola mezza vuota). Non devo avere fretta. Sto facendo grossi progressi, ma mi rendo conto che la mia soglia di sopportazione si è drasticamente abbassata, nei giorni scorsi ho avuto qualche piccolo cedimento (non vere e proprie crisi) e mi sembrava di stare malissimo. Continuo ad avere paura di tornare a stare male come una volta, e anche se razionalmente so che non è possibile un peggioramento così grande e così improvviso, non riesco a non temere che succeda. Ripensando a come stavo tre anni fa mi sembra impossibile essere riuscita davvero a sopportare quell’inferno. Questo dovrebbe farmi sentire forte, ma non è così, anzi… Però riesco ad essere un pochino ottimista, riesco a proiettare le mie emozioni nel futuro, nella speranza e nel tentativo di stare meglio, e non guardo più solo al passato. Anche questa è una vittoria. Tutto sommato sono contenta. E con questa malattia di merda non è così scontato.

Sapori rassicuranti

La mia è una variante benzodiazepinica dell’aromaterapia. Sto provando a ridurre il dosaggio dei tranquillanti, ma in alcuni giorni, quando va peggio, o almeno finché il mio corpo e la mia mente non si abituano, devo prendere qualche goccina durante la giornata per non stare male. Voglio infatti che il passaggio sia il più indolore possibile. Se richiede uno sforzo troppo grande vuol dire che non ero ancora pronta a ridurre il dosaggio. Le benzodiazepine in gocce hanno ognuna il suo gusto che può essere più o meno dolce, più o meno buono, ma in ogni caso unico e particolare e per questo rassicurante: appena le metti in bocca il tuo cervello riconosce il sapore e sa già che fra poco starà meglio, quindi l’effetto antipanico è immediato, prima ancora che possano essere arrivate nello stomaco.