Non ce la faccio

Da circa una settimana, da quando è iniziato il caldo, sono peggiorata moltissimo. Ho ricominciato a soffrire di insonnia e ad avere crisi depressive sempre più forti e frequenti. In questi momenti il terrorre mi paralizza, smetto di pensare in maniera razionale. Mi sveglio la mattina stanca per non aver dormito e inizio già a piangere, in parte senza motivo, in parte pensando a quanto sarà dura dover affrontare la giornata quando sono le 8 e sono già così stanca. Quando cerco di calmarmi guardando le cose da una prospettiva più razionale non faccio altro che generare altre paure che nutrono quelle che ho già nella mia testolina. Invece che convincermi che una notte in bianco non è una tragedia e capita anche alle persone “normali”, invece che pensare che devo tenere duro solo qualche ora e poi potrò prendere un sonnifero e recuperare il sonno perduto, inizio a disperarmi perché mi stavo abituando a stare bene, e non voglio ricominciare a stare male, non potrei sopportarlo, non potrei sopravvivere, inizio a chiedermi come ho fatto per anni a far finta di niente convivendo con questo mostro orribile che mi divorava e dico a me stessa che non ce la faccio ad affrontarlo di nuovo. Cerco di calmarmi, penso che potrei tornare dallo psichiatra per cambiare terapia, ma l’unico pensiero che riesce a farsi spazio nel mio cervello è sempre lo stesso: non ce la faccio. Come se non ci fossero alternative, come se non ci fossero medicine, come se non ci fosse la possibilità che sia una crisi passeggera, tutto il dolore del passato torna a travolgermi, e con esso la voglia inesorabile di farla finita, perché non riuscirei a passare di nuovo attraverso quell’inferno. Non importa se probabilmente non è necessario che io trovi la forza di affrontarlo di nuovo, perché è solo una mia paura. La mia paura è talmente forte che diventa reale. Il dolore che ho affrontato e che credevo di aver superato ritorna in tutta la sua potenza a travolgermi, e non è più passato, lo sto vivendo in quel momento. Rientro nella spirale oscura dalla quale, se riuscissi a pensare in maniera razionale, mi renderei conto di essere uscita e che invece di nuovo mi fa precipitare. L’angoscia è così mostruosa che non riesco nemmeno a piangere. Riesco solo a ripetermi ossessivamente “non ce la faccio”.

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