Parole

Sia il mio capo che i miei genitori, in particolare mia madre, non mi fanno mai finire una frase. Secondo il mio capo non è maleducazione, e nemmeno mancanza di rispetto. Si è creato un mondo tutto suo con regole tutte sue in cui tutto quello che fa lui è buono e giusto, e solo gli altri sbagliano, e ovviamente accusa gli altri di non ammettere di sbagliare. Quello che accomuna tutti e tre è che se io mi arrabbio, giustamente, per essere stata interrotta, e soprattutto perché questo avviene da quando ho memoria in maniera sistematica, cercano di farmi passare per cattiva. Non ricordo più nemmeno quante volte mi sono ripromessa di non aprire più bocca con loro, di parlare solo con chi mi ascolta. Ogni volta ci ricasco. Perché per un periodo (cioè finché sto muta) va tutto bene, e allora mi scivola qualche parola in più e la storia ricomincia. Però stranamente in passato ogni volta che succedeva mi faceva più male, ora invece ogni volta mi fa un po’ meno male. Forse perché ho capito che, come dicono gli americani “la prima volta che mi freghi è colpa tua, la seconda volta che mi freghi è colpa mia”. Non ho intenzione di colpevolizzarmi, loro sono incapaci di ascoltare e devo accettare la situazione visto che non posso cambiarla. Mi impegnerò a parlare solo quando interrogata e a rispondere solo con una parola alla volta. Ma non ho intenzione di colpevolizzarmi se non ci riesco. Sono stanca di star male per loro.

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