Gratitudine

La mia psicologa insiste molto sul fatto che secondo lei io non riesco a dirmi che sono brava. Ci ho riflettuto e le ho risposto che sento che è merito mio solo quando un risultato mi è costato uno sforzo, mentre molti cambiamenti positivi che sono avvenuti da quando sono in cura da lei sono stati naturali, senza che me ne accorgessi. Mi stava chiedendo se allora penso di essere brava solo quando faccio fatica, ma l’ho fermata. Le ho chiesto se l’anello che porta al dito è un regalo di suo marito. “Sì”. Le ho chiesto se quell’anello sarebbe più bello se lo avesse comprato lei invece che averlo ricevuto in regalo da suo marito. “No”. Ecco, per me è lo stesso. Non è che non sia contenta dei cambiamenti positivi solo perché sono avvenuti senza nessuno sforzo da parte mia, anzi questo li rende ancora più belli. Per me sono un regalo del Signore e sapermi amata senza meritarlo, e sapere che Lui mi aiuta senza che io debba impegnarmi per la mia concezione di fede è infinitamente più bello che pensare di dovermi meritare tutto. Penso che la metafora del regalo renda comprensibile e condivisibile la mia prospettiva anche a chi non crede in Dio.

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