Precisazione sul post precedente

Essere gentili non significa essere più deboli, ma più scaltri di chi vuole metterci in cattiva luce. Non significa farsi mettere i piedi in testa, ma riuscire difendersi e a tenere la schiena dritta senza alzare la voce.

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Promemoria psicologa

Visto che la seduta di ieri con la psicologa è andata bene sarà il caso che prenda appunti prima di dimenticarmi. Già mi sembra di aver dimenticato tutto. Spero non sia così. L’avevo sentita al telefono prima di Natale per esprimerle tutta la mia insofferenza e sofferenza per il fatto di non sentirmi capita dalle persone che ho attorno, e che questo mi porta a chiudermi ancora di più in me stessa. Ha analizzato i due aspetti, quello delle emozioni e quello delle reazioni. Io mi chiudo perché questo per me è un modo di difendermi, e lo faccio perché probabilmente in passato in altre situazioni questa reazione mi ha fatto sentire protetta dal dolore. Solo che ora lo faccio automaticamente anche quando potrei cercare un altro modo per relazionarmi agli altri, e questo crea un circolo vizioso. Quando mi trovo di fronte ad una determinata situazione reagisco sempre allo stesso modo. Per vedere se avevo capito e per associarlo a qualcosa di pratico per evitare di dimenticarlo, le ho fatto l’esempio dei dolci: se faccio una torta una volta possono volerci 30 minuti perché sia cotta, un’altra volta per la stessa torta magari ne servono 35. Però ora mi sembra di ricordare solo vagamente una torta, di non aver fatto alcun progresso e mi sento molto scoraggiata per questo. (In realtà oggi sto male e sono particolarmente abbattuta indipendentemente da questo).

Abbiamo riflettuto anche sul fatto che in una determinata situazione ci aspettiamo una determinata emozione, e che quando questo non succede non ci sembra logico o razionale, ma non è così. In un bel momento dovrei essere felice, in un’occasione brutta dovrei essere triste, e così via. In realtà a volte questo non avviene, ma questo non vuol dire che l’emozione che stiamo provando in quel momento sia sbagliata, e nemmeno che non sia logica, solo che il motivo razionale a volte non è così immediato.

Le ho detto che sto tendendo il “diario delle cose belle”, dove non scrivo tutto quello che mi capita ma solo quello che mi rende felice. E che mi è utile, più che il rileggerlo, dovermi tenere in testa la cosa bella che mi è successa fino a sera per ricordarmi di scriverla, e questo “costringe” a prolungare la sensazione di felicità. Ha detto che in effetti le emozioni positive ne portano altre di positive, e quelle negative altre di negative. Ho pensato che visto che era così utile dovevo sforzarmi di farlo tutti i giorni e qui mi ha corretta. Non DEVO farlo per forza, non devo auto-impormi qualcosa perché poi diventerebbe un obbligo e perderei i benefici che questa cosa mi provoca.

La prossima volta voglio chiederle se posso registrare il nostro colloquio per riascoltarlo. Tanto è abituata ad avere a che fare con dei matti…

Frozen

Sto morendo di freddo. E non perché sia fuori al freddo e al gelo, sono sotto al piumone nella mia calda cameretta con il riscaldamento in funzione. Ma non riesco a scaldarmi. La stessa cosa mi succede a lavorare, nel tardo pomeriggio inizio ad avere un freddo insopportabile, in particolare le mani e i piedi, sembra che il sangue non scorra, anche se in reatà sento anche troppo bene il mio cuore che batte perché ho la tachicardia. E’ colpa della mia acerrima nemica, la depressione. Non so perché, ma ho crisi ad orari abbastanza precisi, la mattina presto e da metà pomeriggio fino a quando  vado a letto. E in ufficio ho più caldo la mattina con 18 gradi che la sera con 20, sono letteralmente congelata. E la simpatica amica burlona con la quale mio malgrado mi tocca convivere ovviamente mi fa questo scherzetto in pieno inverno. non poteva farmi venire queste raggelanti crisi depressive in luglio, quando mi sciolgo dal caldo. Maledetta depressione di merda.

Mio fratello

Mio fratello minore è tornato a casa per le feste. Gli ho chiesto che, quando i nostri genitori sono via, non esca di casa senza avvisarmi, perché se mi trovo da sola senza saperlo mi viene una crisi. Ieri lui era in soggiorno e io stavo tranquillamente leggendo in cucina, quando ad un certo punto mi sono messa a ridere. Lui è corso da me, pensando che piangessi, per dirmi di stare tranquilla che era a casa con me. Caro…

E ieri sera mi ha lasciato l’ultima fetta della torta che avevo fatto per lui. Non voglio che domani parta…