Distacco

Mi stanno succedendo tante cose, una più brutta dell’altra. Stranamente sono tranquilla. Anzi, ad essere sincera non riesco a capire se sono tranquilla o distaccata, se la mia è apatia provocata dalla depressione o una forma di autodifesa contro il male che mi circonda, o se invece sono gli psicofarmaci ad annullare i miei sentimenti…

E’ sempre colpa mia

Ieri sera ho avuto una furiosa discussione con la mia famiglia. Il motivo poteva sembrare banale, ma è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso e io sono esplosa. Ovviamente passando per cattiva, nonostante sia abbastanza normale che quando ti viene data la colpa di tutto quello che succede nel mondo anche quando non centri niente, uno poi arrivi ad essere esasperato. E’ sempre stato così, fin da quando sono nata. Mio fratello maggiore è il principe indiscusso della casa, un tiranno al quale tutti si inchinano, in particolare mia mamma che prende sempre le sue difese. Anche adesso, che non abita più con noi ma pretende di venire a comandare a casa nostra, a criticare. Lei per non contrariarlo preferisce dare la colpa di tutto a me, e la odio per questo. Perché io invece sono così stupida che tante volte prendo le sue difese anche quando ha torto. E’ davvero un’ingrata. La cosa peggiore è che ora loro mi rinfacceranno per sempre la mia ribellione di ieri, perché di queste cose si ricordano, mentre si sono già dimenticati tutte la cattiverie gratuite e le cose false che mi hanno detto non più tardi di ieri sera. Così la prossima volta che esploderò perché sono stufa di essere trattata come una merda, loro come sempre diranno che sono esagerata. Eh certo, comodo fare così. Tanto che sta male sono io. Ho preso per l’ennesima volta la decisione, spero stavolta irrevocabile, di non essere più parte di quella famiglia, ma una semplice ospite, nemmeno tanto desiderata, senza alcun diritto di parola. Siccome non sono stronza come loro se mi parlano li ascolterò. Ma la mia bocca per qualsiasi cosa rimarrà sigillata. Tanto a loro non sono mai importate le mie opinioni, non mi hanno mai ascoltata. Tanto vale non continuare a farmi del male da sola provando ad avere un dialogo impossibile. Mi sfogherò qui, o dalla psicologa, o con chi mi vuol bene e mi apprezza.

Preghiera

Mercoledì sera ho partecipato ad un seminario che trattava, tra le altre cose, i condizionamenti (sia positivi sia negativi) che ognuno di noi ha, i metodi per controllare le emozioni e le tecniche di rilassamento, in particolare la meditazione. Una cosa che già avevo pensato ascoltando i relatori e che è stata da loro confermata è che la preghiera è assimilabile alla meditazione, e porta gli stessi benefici: rilassamento, riduzione dello stress e della depressione, regolazione della pressione e del battito cardiaco, ecc. In questi ultimi tempi ho iniziato a chiedermi a cosa serve pregare. Io sono cattilica, e nel Vangelo c’è scritto chiaramente, e in più di un’occasione che “il Padre nostro sa di cosa abbiamo bisogno ancor prima che glielo chiediamo”. Che senso ha allora chiederglielo? La mia risposta, da semplice e mediocre fedele, senza alcuna conoscenza di teologia, e che Lui sa di cosa abbiamo bisogno, ma noi no. La preghiera ci aiuta a prendere consapevolezza di quali sono i nostri limiti, i nostri errori, ad essere più pazienti con gli altri e con noi stessi, a capire di cosa abbiamo bisogno, a realizzare che quando abbiamo un problema, per quanto ci sembri grande, non siamo soli, Lui non ci abbandona mai, ci insegna a fidarci ed affidarci, rendendoci quindi più umili senza umiliarci. Grazie ad essa impariamo a chiedere aiuto. La preghiera ci insegna a rendere lode, cioè a essere grati, anche delle piccole cose. E per far questo ci devi ragionare, a volte ti sembra che tutto vada nel verso sbagliato, ma se ti sforzi trovi qualcosa per la quale ringraziare, e se tu non avessi pregato, non ti saresti reso conto di una cosa bella che ti sta succedendo, sarebbe passata nella tua vita senza che tu potessi gioirne. Per pregare devi fare silenzio dentro e fuori di te, imparare a concentrarti, concederti un momento che è solo tuo. E quando soffri di ansia o di depressione ti vengono tutti i sensi di colpa possibili ed immaginabili, fare qualcosa per te ti fa sentire terribilmente egoista. La preghiera ti aiuta a fare spazio, a sgombrare la mente da tutti i pensieri. La preghiera ti fa sentire ancora unito ai tuoi cari che non ci sono più, impedisce perfino alla morte di separare due persone che si vogliono bene. Quando qualcuno che ami sta male e tu non puoi fare niente di concreto, pregare per lui ti fa sentire meno inutile. Alcuni diranno che questa è solo un’illusione, un modo per consolarsi. Ma io ho sperimentato tante volte la forza della preghiera, e i piccoli e grandi miracoli che può operare. Non esiste forza più grande di questa in tutto l’universo. Perché la preghiera è sostanzialmente un dialogo d’amore con Qualcuno, e scommetto che anche chi non crede in Dio concordi con me che l’amore, in tutte le sue forme, è il vero motore della vita di ogni essere umano.

Incubi

Ogni notte faccio incubi orribili. Nel migliore dei casi sogni assurdi e molto vividi. E’ uno dei tanti effetti collaterali degli psicofarmaci, che mi “attivano” troppo il cervello. Vorrei dormire bene, serena, tranquilla, senza svegliarmi prestissimo e tremando. Senza avere già sonno a mezzogiorno, tanto da fare fatica a tenere gli occhi aperti… E ogni giorno, appena sveglia e per qualche ora, una crisi di ansia. Per fortuna ormai ho imparato che a metà mattina l’ansia scompare da sola, così come è venuta, quindi riesco ad affrontarla abbastanza bene, a lasciare che mi scorra addosso. Almeno per ora…

2014-11-09

La scorsa settimana è stata spaventosa dal punto di vista dell’umore. Questa invece è andata bene, pochissima ansia, niente depressione. L’ultima crisi ha lasciato degli inevitabili strascichi sul mio fisico, provocandomi contratture e dolori fortissimi alla schiena, il mio punto debole.