Crisi

Sabato ho avuto una bruttissima crisi. Ho iniziato a sentirmi male in tarda mattinata, ho cercato di distrarmi ma l’umore continuava a peggiorare, finché non ho iniziato a piangere a dirotto. Non era successo niente, semplicemente mi sentivo addosso tutta la tristezza del mondo. E poi ero così debole… Ho preso due antipsicotici, niente. Ho provato a riposarmi, niente. Ho provato a prendermi cura delle piante, niente. Ho provato a guardare la TV, niente. Sempre peggio. A metà pomeriggio mi ha chiamato il mio migliore amico, non sono riuscita nemmeno a parlare con lui, ho solo pianto, senza motivo. Oltre a questa profonda tristezza ed estrema debolezza, mi sentivo strana, come se non fossi io. Come se questa giornata infernale non la stessi vivendo io ma stessi guardando un film o stessi facendo un sogno dal quale non riuscivo a svegliarmi. Magari è un meccanismo di autodifesa che innesca il cervello quando stiamo tanto male. In “Dracula” Bram Stoker racconta che la madre di Lucy, gravemente malata di cuore e alla quale la più piccola emozione può essere fatale, non si accorge che la figlia sta velocemente deperendo e rischia di morire, e fornisce questa stessa spiegazione. Alla sera, stremata, mi sono sforzata di mangiare, anche se non avevo fame. Avevo la nausea, prima mi sono fatta una tisana con zenzero e cannella, poi temendo di vomitare ho preso un antiemetico. Mi sentivo sempre più strana. Sono andata a letto, ho dormito bene, mi sono svegliata, ho fatto colazione e sono tornata a dormire. Quando ho preso le pastiglie mi sono resa conto di cos’era successo: la mattina precedente avevo dimenticato di prenderle. Cazzo un solo giorno senza medicine e vado già in astinenza. Che palle.

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