Niente nuove, buone nuove

Nella ditta dove lavoro non si sa mai niente in maniera ufficiale, ci sono sempre voci che girano e segreti di Pulcinella. Gli operai mi hanno riferito, come se fosse una cosa già decisa e assodata, che verrà licenziata una mia collega impiegata, che a me ad essere sincera sta anche sulle palle perché è paranoica, stronza, maleducata, non perde occasione per cercare di screditarmi o di farmi del male gratuitamente, e poi il suo è letteralmente uno stipendio rubato, visto che arriva quando gli comoda, finisce quando vuole, si prende tutto il tempo per chiacchierare con i fornitori e nel frattempo io e le altre due impiegate dobbiamo rispondere al telefono o riscuotere i pagamenti al posto suo. Dovrei essere contenta, ma sono preoccupata. Prima di tutto perché ultimamente stanno licenziando diverse persone (tutti operai, a parte lei) quindi vuol dire che la situazione non è buona. E poi perché ogni cambiamento comporta il fatto di doversi adattare a qualcosa di nuovo, e questo, come quasi a tutti, mi spaventa. Temo anche che mi spostino dal mio tranquillo ufficio dove sono sola e in silenzio, dove ho sotto controllo gli operai, e mi mettano alla reception, in una scrivania scomoda (per i miei problemi alla schiena non è un fattore di poca importanza), in mezzo alla confusione degli altri uffici e senza più la possibilità di vedere gli operai, di parlare e confrontarmi con loro, cosa che anche dal punto di vista professionale in questi anni mi ha fatto crescere tantissimo, senza contare il rapporto di stima e affetto che si è creato con loro… Capiscono al volo quando sto male, mi aiutano a calmarmi quando sono stressata, posso sfogarmi, fare una risata o due parole con qualcuno che non mi vuol male, e poi alla reception sarei continuamente sotto il controllo del capo, tartassata anche se mi alzo in piedi un secondo per alleviare il mal di schiena. E come fare a fare finta di essere occupata quando non ho niente da fare? Per non parlare poi di ferie e permessi: già adesso, pur avendo pochissimo lavoro non posso mai rimanere a casa nemmeno se sto male, figuriamoci se venisse a mancare una persona, il mio capo vorrebbe che fossi presente in ogni singolo momento, il riposo che mi spetta per legge diventerebbe solo un’utopia… Insomma ho paura, sono in ansia, spero non sia vero, ed è paradossale considerando quanto male questa cattiva persona mi faccia gratuitamente.

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