O almeno così pare

Finalmente il ciclo è arrivato, in ritardo come sempre, un po’ perché è sempre stato così, in parte per colpa delle medicine che me lo incasinano. Secondo me, e lo psichiatra n. 2 concorda, la mia depressione, soprattutto il pensiero ossessivo, è influenzata almeno in parte da problemi ormonali. Dovrei andare dal ginecologo, sperando che sappia qualcosa, che mi faccia fare gli esami giusti. E se davvero scopro di avere un problema ormonale, e che questa è una delle cause della depressione, me la incarto e me la metto via, perché sono cardiopatica e non posso prendere la pillola. A meno che io non voglia suicidarmi. Ma adesso che ho avuto il ciclo e che prendo i nuovi antipsicotici la voglia di togliermi di mezzo è passata. Quindi servirebbe solo a consolarmi, a poter dire “non è colpa mia se non riesco a reagire a questa malattia di merda”. In ogni caso per ora sto meglio, o almeno così pare. E non muoio dalla voglia di andare da un ginecologo a casaccio rischiando che mi deluda e mi rifaccia precipitare nella mia spirale negativa.

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2014-03-06

Ieri sono andata dallo psichiatra n. 2. Che palle non ne posso più di vedere dottori ed ingoiare pastiglie. Come sempre mi ha cambiato terapia, secondo lui il fatto che ultimamente penso spesso al suicidio non è dovuto, almeno in parte, alla disperazione per il fatto di stare male, probabilmente soffro di una depressione di tipo ossesivo. Fatto sta che ieri sera quando sono andata a letto ho avuto la mia bella crisi, ho provato con una chat anti suicidio sperando riuscisse a calmarmi come era successo con il numero verde, ma è stata una delusione totale. Tu scrivi e qualcuno ti risponde dopo mezz’ora (nel frattempo potrei essermi impiccata almeno un paio di volte) e usando frasi fatte tipo “percepisco il tuo dolore”. Praticamente ti illudi trovare conforto e quando non succede sprofondi ancora di più. A prescindere dal fatto che sono sicura che chi fa il volontario in questa chat abbia le migliori intenzioni, in casi come questo non puoi permetterti di comportarti da dilettante perché giochi letteralmente con la vita delle persone. Per calmarmi ho bevuto un po’. Non ne vado fiera e so che è sbagliato, ed è la seconda volta in vita mia che lo faccio visto che oltretutto sarei astemia, però ha funzionato. Dopo un po’ mi sono calmata e ho dormito. Appena sveglia altra crisi, fortissima. Prendo una delle pillole che il medico mi ha detto di usare al bisogno. Niente. Ne prendo un’altra, torno a letto aspettando e sperando che funzioni. In parte. Mi sono calmata, ma mi ha attenuato solo i sintomi e non la sensazione di malessere. Come se volessi muovermi e non potessi farlo perché sono legata. Mi sento apatica, stanca, di cattivo umore. Non so ancora quanto potrò resistere così.

800860022

L’altro giorno ero in ufficio da sola, davvero disperata. Ho chiamato il numero verde anti suicidio, mi ha risposto una ragazza dall’accento straniero. Non mi è sembrata molto preparata, non sapeva bene cosa dire, eppure mi è stata di aiuto più di tanti medici. In quel momento dentro al mio animo c’era una lotta senza tregua tra la malattia che mi diceva con insistenza che uccidendomi avrei smesso di soffrire, e la piccola parte di me ancora rimasta sana, che si aggrappava alla vita e non voleva arrendersi. Parlare con questa ragazza dolce e attenta mi ha distolto per un attimo dai miei pensieri, ha interrotto la spirale negativa nella quale stavo annegando… Ho potuto piangere, sfogarmi. Mi ha fatto un gran bene, almeno per qualche ora.

L’inetto

Oltre che inetto anche retrogrado. A sentire lo psicologo sembra che il mio unico problema sia che non ho il fidanzato. Certo, è vero che vorrei sposarmi ed avere una famiglia, ma a 31 anni non credo di essere già spacciata, forse qualche chance di trovare un moroso la ho ancora. E poi non so se lui abbia mai sentito parlare di una cosa misteriosa che gira da qualche anno e che alcuni chiamano emancipazione femminile. Sposarsi non è più l’unico scopo della vita delle donne: abbiamo anche carriera, amici, relazioni sociali… Non abbiamo per forza bisogno di un uomo dal quale farci mantenere e proteggere. Non sono frustrata, contrariamente a quanto pensa lui, perché non ho nessuno dal quale farmi sbattere. Anche perché, modestia a parte, fisicamente sono carina e ho un buon carattere, quindi se cercassi avventure per “togliermi lo sfizio” avrei la coda fuori dalla porta di casa. Ma soprattutto non penso che tutte le ragazze che appena passata la soglia dei 30 non sono ancora sposate abbiano come pensiero principale il suicidio, come nel mio caso. Forse se una vuole ammazzarsi il problema è un altro. Magari, che ne so, una malattia? Magari soffre di depressione? Già perché secondo l’inetto, oltretutto, la depressione come malattia non esiste, è solo un fatto psicologico. Eh già…

Dracula

La depressione non mi dà tregua. Mi sento assediata, come Jonathan Harker nel castello di Dracula. Non posso scappare, perché fuori dal castello ci sono i lupi addestrati da lui, pronti a sbranarmi. Non posso rimanere perché anche questo significherebbe morte certa. Come il protagonista di Dracula spesso penso sia più onorevole tentare di scendere lungo le pareti del castello, anche a costo della morte. Sarebbe una morte immediata e non dolorosa. Non quanto continuare a rimanere nel castello, attendendo che la depressione, come un vampiro, succhi tutto il mio sangue trasformandomi in un non-morto, in un essere portatore solo di male. In un essere diverso da quello che sono, perché io non sono così. Dopotutto se io fossi malata di cancro e morissi, le persone che mi vogliono bene soffrirebbero, ma prima o poi se ne farebbero una ragione. Lotto contro questa malattia da così tanti anni… Ora non ne ho più voglia. Non so quanto posso resistere appesa alle pareti del castello. Se i medici non si sbrigano ad aiutarmi a scappare potrei cadere e sfracellarmi al suolo, o riuscire a sfuggire ai vampiri ma non ai lupi. In ogni caso a morire. E per quanto sia triste ammetterlo, come per Harker questa mi sembra l’ipotesi meno brutta.