2014-03-24

Sto aspettando che il secondo antipsicotico faccia effetto. Ho un’ansia incredibile, e mi viene da piangere. C’è un ragazzo che mi fa la corte, mi ha chiesto di uscire. Panico. No so di preciso perché, non so se sia la malattia a farmi vivere male tutto o se, anche se faccio fatica ad ammetterlo, i miei problemi sono anche psicologici. Ho diverse ipotesi. La prima è che mi spaventa mettermi in gioco. La seconda è che mi spaventa il cambiamento, se esco con qualcuno e va bene si andranno a rompere degli equilibri, dovrò uscire dalla tranquillità ovattata nella quale mi sono adagiata. D’altra parte con l’ultimo ragazzo con cui sono uscita non era così. Non avevo paura di niente. Sentivo, sbagliandomi visto che poi è andata male, che lui era “quello giusto”. Forse ora inconsciamente già so che questo non è “quello giusto” e penso che non valga la pena neanche di provarci. L’altro mi faceva ridere, mi teneva testa. Questo mi dà sempre ragione, per molti versi siamo uguali, troppo uguali, sembriamo fratelli. Non mi sento attratta da lui, non ho davvero voglia di conoscerlo meglio, è smorto. L’altro mi faceva girare il sangue al contrario, era più uomo, non in senso assoluto, lo era per me. Forse un’altra cosa che non voglio ammettere è che sono ancora innamorata di lui, anche se è passato un anno, anche se lui ha un’altra. Forse sarebbe più facile se questo non fosse così perso per me, mentre io non conoscendolo non provo niente per lui. A parole mi dice “andiamo piano, proviamo a conoscerci e vediamo come va” ma tra le righe percepisco che lui si è già fatto il film di noi due sposati, è sicuro che tutto andrà bene. Però ancora non capisco perché sto così male, alla fine al massimo rischio di annoiarmi quando usciremo, rischio di dover dire a qualcuno che non corrispondo i suoi sentimenti. Non è una cosa così terribile, né per me né per lui. Sopravvivrà. Eppure dire che sono terrorizzata è dire poco, pensare a lui mi fa star male fisicamente. Che casino che sono. Vorrei riuscire a vivere con maggior leggerezza. E di nuovo torna fatale la domanda: è la depressione che mi crea queste paranoie assurde, o sono i miei problemi psicologici/caratteriali che mi hanno portato al male di vivere?

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