Paura

Oggi sono andata in crisi. Il futuro mi spaventa: ho paura dei cambiamenti, paradossalmente ho paura che tutto resti uguale. Ho iniziato a farmi domande, tante domande, troppe domande. Come mai ho così tanta paura? In quanta parte le mie ansie sono frutto della psicosi e quanto invece incide il non aver fiducia in Dio, nel disegno che Lui ha per me? Perché non riesco a fidarmi di Lui, a dirgli di sì? Ho così tanta paura che questa malattia duri per sempre… Eppure ci sono persone che guariscono dalla depressione. Io però non ne conosco nessuna. Magari che ci convivono, ma non che guariscono. E se fosse così anche per me? Sarebbe davvero così spaventoso? Perché questa paura più di altre mi schiaccia? Ho preso un antipsicotico. Lentamente ho iniziato a calmarmi, i miei pensieri si sono fatti più lucidi, il mio terrore meno intenso. Lo psichiatra mi ha dato queste medicine da prendere al bisogno, ma l’associazione di idee “sto male-prendo una pillola-sto bene” mi turba. Temo che mi spinga ad usare le pillole come soluzione, come modo per non affrontare i problemi. E’ più facile prendere una pastiglia che rimanere dentro una situazione difficile. Oggi avrei potuto fare qualcosa di più per venire fuori da sola da questo momento buio? Ho preso l’antipsicotico perché davvero non potevo farne a meno o perché era più semplice? Questi pensieri erano generati dal mio cervello indipendentemente dalla mia volontà o c’è comunque una paura di fondo che non riesco ad affrontare?

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