Sono una ragazza fortunata

So che queste cose non bisognerebbe dirle perché portano sfiga, ma so anche che troppo spesso dimentico le cose belle. Quando avrò la prossima crisi questo post mi servirà a ricordarmi quanto sono fortunata. Dopo l’ultimo, ennesimo, cambio di terapia sembra che la depressione e l’ansia siano migliorate. Finalmente, dopo undici mesi sembra che queste medicine non mi diano troppi effetti collaterali. Il fatto che le medicine mi abbiano tolto dalla testa i brutti pensieri, la voglia di farmi del male, mi dà ragione quando dico che tutte le psicostronzate che mi hanno propinato la scorsa settimana potevano non corrispondere del tutto alla mia situazione, è evidente che il mio problema non sia solo psicologico ma anche fisico. Ma non importa, ormai è passata. E poi la scorsa settimana, quando sono stata malissimo sia emotivamente che fisicamente i miei fratelli, che di solito fanno fatica ad esprimere a parole il loro affetto per me e in generale le loro emozioni, mi sono stati molto vicini, una telefonata, un messaggio, una breve e-mail, piccole cose che fanno un’enorme differenza… Lo stesso hanno fatto gli amici, quelli più stretti, quei pochi che sanno. Oggi sono uscita con uno di loro e con la sua fidanzata, e dato che quando usciamo c’è ovviamente e giustamente sempre anche lei, ho deciso di confidarle che sono malata di depressione, per poter essere libera di parlare con lui. La conosco poco, ma è una ragazza dolcissima e ho deciso di fidarmi. Prima di tutto è rimasta a dir poco stupefatta di quello che le ho raccontato, non si era accorta di niente (come tutti del resto, dopo anni impari a fingere bene). E’ stata in assoluto la prima persona che ha reagito in un certo senso positivamente alla mia confidenza: ha detto che mi ammira tanto, che sono brava, che di sicuro non è facile sforzarsi sempre di essere così allegra nonostante la malattia, che sono coraggiosa, e un sacco di altre cose carine… Carine ma sostanzialmente vere, non dette tanto per dire. Mi ha fatto bene. Ho sempre considerato questo amico come un fratello, e oggi ho trovato nella sua futura sposa una nuova sorella. Mi sono sentita fortunata. E me ne sono resa conto con ancora maggior chiarezza quando, salutandomi, con una semplicità disarmante, mi hanno chiesto se voglio essere la loro testimone di nozze. Ho pianto di gioia. A loro non importa della mia malattia, dei miei limiti, mi accettano e mi amano così come sono, vogliono che sia la persona più importante nel giorno più importante della loro vita. La maggior parte delle persone che soffre di depressione viene abbandonata da tutti. Io sono davvero davvero davvero fortunata. Non devo dimenticarlo mai. Per questo l’ho scritto, perché questa maledetta malattia la prossima volta che prova a schiacciarmi trovi tra me e lei questo muro di cemento armato, costruito dall’amore dei miei amici.

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