Mens sana in corpore sano

Come raccontavo nel post precedente, secondo lo psichiatra n. 2 il mio malessere è dovuto esclusivamente alla somatizzazione dell’ansia e della depressione: magari inconsciamente io voglio manifestare la mia malattia e il mio disagio. Ci ho riflettuto e potrebbe essere, in effetti è sfibrante fingere sempre e comunque di stare bene, mentire continuamente perché a parte pochi amici nessuno sa che ho questa malattia, e non voglio nemmeno che lo sappiano, troppi pregiudizi. E poi non riesco a sfogarmi, tengo tutto dentro. A parte rari casi non riesco nemmeno a piangere. Soffoco tutto e mi costringo a questa specie di schizofrenia nella quale appaio calma e felice e invece vorrei morire. Ho provato a parlarne con lo psicologo ma è una vera schiappa, continuo ad andare da lui solo perché è gratis (lavora al centro di salute mentale dell’ospedale) e perché lo psichiatra e il medico di base non fanno altro che raccomandarsi che io sia supportata anche da questo punto di vista.

Però se è vero che un disagio psicologico porta anche a dei sintomi fisici, io sono profondamente convinta sia vero anche il contrario: se sto male fisicamente questo incide negativamente sul mio umore, e inevitabilmente anche sull’ansia e sulla depressione. E questo vale solo per me, ma per tutti. Corpo e mente si influenzano a vicenda. La medicina tradizionale cinese si basa su questo, e anche l’antico proverbio che ho citato nel titolo. E invece secondo i medici no: se soffri di ansia qualsiasi altra malattia tu abbia è solo una tua invenzione, una suggestione, un’amplificazione creata dal tuo cervello. Cazzate. Solo dei cialtroni possono pensarla così. E purtroppo sono il 99,999999% dei medici.

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