Altra riflessione dello psichiatra n. 2

Un’altra cosa sulla quale mi ha chiesto di riflettere lo psichiatra n. 2 è che magari inconsciamente io non voglio guarire. Ci ho pensato, non posso esserne sicura ma penso che su questo punto si sbagli. Prima che iniziassi a curarmi un amico sacerdote mi aveva fatto notare come Gesù, prima di compiere una guarigione, quasi sempre chieda al malato se vuole guarire. In effetti anche per me una volta era così, sembra stupido ma con il senno di poi mi rendo conto che mi sentivo “in diritto” di essere depressa, perché mi erano successe un sacco di cose brutte e un sacco di persone mi avevano fatto del male, e guarire mi sembrava come negare quel male che avevo sofferto, come costringermi a perdonare persone che invece avrei voluto picchiare con una mazza da baseball. Ora credo che il problema, più che non voler guarire, sia che non voglio curarmi. Sempre inconsciamente ovviamente, e quindi non ho la certezza che sia così. Ma sono così stanca di dottori, visite, medicine… Soprattutto di queste ultime, prendo una serie infinita di farmaci che fanno più male che bene… Vorrei che la mia malattia sparisse da sola, puf, come d’incanto, senza più ingoiare nemmeno una pillola. Perché la depressione mi mette in testa idee che non sono mie. Io non sono così, e questa maledetta a volte invece pretende di pensare, parlare, agire per me. La odio. ODIOLADEPRESSIONE.

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