Inception

Solo pochi giorni fa dicevo che avevo voglia di farmi una canna. Beh, non serve che spenda soldi in acidi o marjia, bastano le droghe che mi prescrive lo psichiatra. Non avete idea di che sogni ho fatto stanotte! E’ iniziato bene, sognavo che andavo al matrimonio di amici, poi guardavo un film, e questo aveva diversi finali. E fin qui può anche starci. Poi ho inziato a fare una serie di sogni concatenati, alcuni iper-realistici, altri surreali stile film di Tim Burton, molti spaventosi, o splatter con fiumi di sangue, o semplicemente strani ma terribilmente inquietanti, in alcuni c’ero io, in altri no, in alcuni vedevo le cose con il mio sguardo, in altri mi vedevo “da fuori”, a volte ero io ma ero diversa. Era come sul film “Inception”, un sogno dentro a un sogno, dentro a un sogno, ecc. con almeno una quarantina di livelli diversi. A volte mi svegliavo davvero, a volte ero convinta di svegliarmi ma continuavo a sognare, quindi quando ho dovuto alzarmi per andare a lavorare ero totalmente fusa, non riuscivo a distinguere cosa era reale e cosa no, a tratti mentre mi lavavo e mi vestivo avevo l’impressione di non essere nemmeno io, ero completamente depersonalizzata. I sogni “a matriosca” l’uno dentro l’altro sono durati almeno 4 ore di seguito, e mi ci è voluta mezza mattina per riprendermi… Se non sapessi già di essere matta dubiterei della mia salute mentale. Mi sarebbe piaciuto avere una specie di videoregistratore nella testa, ne sarebbe uscito un film da fare una pippa agli sceneggiatori di Hollywood.

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