Voldemort

In tanti non chiamano per nome la loro malattia. Stefano Borgonovo, ex calciatore morto di SLA, la chiamava “la stronza”. Chiara M., autrice del bel libro “Crudele dolcissimo amore” la chiama semplicemente “lei”. Chiara Corbella e don Tonino Bello chiamavano il cancro “il drago”. Proprio la parola tumore è molto difficile sentirla dire o trovarla scritta nei necrologi. Quando qualcuno muore di cancro si scrive che si è spento “dopo una lunga malattia”. Io no. Come nella saga di Harry Potter lui è l’unico che ha il coraggio di pronunciare il nome di Voldemort perché è l’unico che può sconfiggerlo. Ansia e depressione sono solo parole, non raccontano come sto e tanto meno chi sono. Io non sono solo questo. Ho paura di tante cose ma di certo non di pronunciare ad alta voce il nome della mia malattia.

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