Sampei

“…amica tua una canna fatta di magia..”. Da almeno 15 giorni quando mi sveglio per un’ora abbondante non riesco a smettere di tremare, sono tutta scoordinata, mi sento rigida anche se non ho i muscoli contratti, e impazzisco dalla voglia di farmi una canna. La cosa strana è che non ho mai fumato in vita mia (né sigarette né erba). Però mi da l’idea di essere una cosa che mi aiuterebbe a rilassarmi. Io non sono favorevole alla legalizzazione delle droghe, ma nemmeno alla loro completa esclusione anche per uso terapeutico. E’ vero che fanno male e creano dipendenza, ma anche gli psicofarmaci che prendo tutti i giorni lo fanno. Al di là del fatto che non so se mi aiuterebbe, mi infastidisce il fatto che quella venga classificata come droga, quindi merda, e le mie medicine no, eppure nemmeno io posso smettere quando voglio perché andrei in astinenza. E’ vero, dietro al traffico di droga ci sono forti interessi, ma anche le case farmaceutiche mi sembra abbiano buonissimi guadagni, sempre sulla nostra pelle, solo con un’immagine più pulita. La canapa se usata in alte dosi e per periodi lunghi provoca danni all’organismo. Ma chi mi dice che le medicine che sto prendendo io non lo facciano? Ci sono degli studi, direte voi. Eh, peccato che quegli studi siano finanziati dalle stesse case farmaceutiche che le producono e quindi non hanno nessun interesse a dirmi la verità né a pubblicizzarla. Ormai è risaputo che il paracetamolo ad alte dosi danneggia il fegato, che la maggior parte dei farmaci contro la gastrite a lungo andare aumentano il rischio di frattura del femore, che la chemioterapia danneggia la memoria a breve termine… Di solito oltretutto gli psichiatri tendono a prescriverti i farmaci più “nuovi” nella speranza che siano più efficaci, ma usandoli tutti i giorni per quello che ne so io magari fra 10 anni potrebbe crescermi un terzo occhio o qualcosa del genere. Vorrei sapere a che rischi vado incontro. Vorrei che non si nascondessero gli effetti negativi a lungo termine. Vorrei farmi una canna, non so perché… Forse solo perché sto male e non so più cosa provare, vorrei solo stare meglio… Forse perché sono confusa, e penso che da questo post sconclusionato si capisca benissimo.

Di nuovo

Di nuovo influenza. A me di solito non viene mai, invece quest’inverno in due mesi è già la seconda volta che mi ammalo. Mi sento debolissima, e sento che il mio corpo ha estremo bisogno di riposo. Guarda caso la scorsa settimana era stata terribile, il mio capo mi aveva trattata malissimo, mancandomi di rispetto più del solito, e anche un collega mi ha fatto disperare, oltretutto mentendo per screditarmi. Ero triste, come lo sarebbe stato chiunque altro. Non ho pianto, mi sono tenuta dentro tutto come al solito. E da sabato ho la febbre. Coincidenze?

Così il mio capo impara a trattarmi di merda, adesso per una settimana deve arrangiarsi senza di me.

Voldemort

In tanti non chiamano per nome la loro malattia. Stefano Borgonovo, ex calciatore morto di SLA, la chiamava “la stronza”. Chiara M., autrice del bel libro “Crudele dolcissimo amore” la chiama semplicemente “lei”. Chiara Corbella e don Tonino Bello chiamavano il cancro “il drago”. Proprio la parola tumore è molto difficile sentirla dire o trovarla scritta nei necrologi. Quando qualcuno muore di cancro si scrive che si è spento “dopo una lunga malattia”. Io no. Come nella saga di Harry Potter lui è l’unico che ha il coraggio di pronunciare il nome di Voldemort perché è l’unico che può sconfiggerlo. Ansia e depressione sono solo parole, non raccontano come sto e tanto meno chi sono. Io non sono solo questo. Ho paura di tante cose ma di certo non di pronunciare ad alta voce il nome della mia malattia.

Effetti collaterali

1. Secchezza delle fauci. Come milioni di medicine anche i miei nuovi andidepressivi mi provocano questo effetto collaterale. A parte il fatto che è già fastidioso avere sempre la bocca asciutta, la sensazione di avere una sciarpa arrotolata attorno alla lingua e le labbra incollate ai denti, non potevano trovare un nome un po’ più carino? Io capisco che magari è il termine tecnico, ma io non ho le fauci, non sono mica un leone!

2. Difficoltà a fare la pipì. Questo effetto collaterale lo avevo anche con gli antidepressivi che prendevo prima, e anche questo è abbastanza frequente. Praticamente faccio la pipì in codice morse. Minchia sono l’unica donna di 31 anni a capire come si sente un vecchio con problemi alla prostata!

Abbi cura di te

Abbi cura di te, io lo dico
a me stessa
davanti allo specchio c’è
un’altra promessa
di strada da fare ancora ce
n’è, avrò cura di me
avrò cura di me, del mio
lato migliore
da quando per luna mi
basta un lampione
di strada da fare ancora
ce n’è
avrò cura di me.

(Abbi cura di te – Arisa)

Ansia dell’ansia

Sono contenta di essere uscita l’ultimo dell’anno. Non tanto per la festa in sè, non è stato niente di particolare, una serata tranquilla, una cena con pochi amici. Ma Il fatto di avere reagito all’ansia insensata mi ha fatto sentire più forte. E poi mi sono accorta che quando mi prende l’ansia, mi faccio venire l’ansia perché ho l’ansia, sembra uno scioglilingua ma è così. Dovrei cercare di imparare a farmi scivolare addosso queste cose, a vedere l’ansia solo come un sintomo e a non preoccuparmi di non avere sempre il controllo assoluto su tutto, quindi non disperarmi perché non riesco a farmela passare anche perché così facendo peggioro solo le cose.