Il n. 2

Mercoledì 04 ho fatto la prima viista con lo psichiatra n. 2. A pagamento, ovviamente. Perché se nel mio distretto sanitario (e penso anche in tutto il resto d’Italia, purtroppo) per qualche motivo non ti trovi bene con un medico non puoi cambiarlo, a meno che tu non sia disposto a pagare. Se, come me, con tante rinunce riesci ad avere qualcosina da parte puoi permetterti il lusso di provare a stare bene, se sei disoccupato o ti tieni il medico che ti hanno assegnato o ti butti sotto un treno. La visita è durata un’ora, quando andavo dallo psichiatra n.1 vedevo altri pazienti andare “con la mutua” dal n. 2 e la visita durava 10 minuti scarsi. Questa è la sanità che in tutto il mondo, a quanto pare ci invidiano. Polemiche a parte, lo psichiatra n. 2 è stato gentile, mi ha fatto domande sul mio passato, mi è sembrato preparato (il n. 1 non conosceva nemmeno alcune delle medicine che stavo assumendo ma continuava a prescrivermele), si è dimostrato dispobile, mi ha raccomandato che se ho una crisi e mi viene voglia di farmi del male io chiami in ospedale che c’è sempre qualcuno. Mi ha finalmente cambiato gli antidepressivi, probabile causa dell’ansia come effetto collaterale, mi ha ridotto i tranquillanti (che tanto non funzionavano su di me, quindi lo scopo è di eliminarli gradualmente), mi ha sostituito i sonniferi (quelli che prendevo prima sono adatti a chi ha problemi ad addormentarsi, io invece ho problemi a rimanere addormentata). E’ riuscito a fare questi cambiamenti senza provocarmi grossi effetti collaterali, non sono andata in astinenza perché per i primi giorni ho continuato a prendere sia i farmaci vecchi in dose inferiore, sia quelli nuovi. Certo, devo ancora arrivare al dosaggio definitivo di quelli nuovi, quindi ho ancora ansia e insonnia e a volte mi viene tanto da piangere senza motivo, ma pensavo peggio…

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