Panico

Ma che mi succede? Il mio migliore amico mi ha invitata a festeggiare il capodanno a casa sua, è una nostra tradizione, lo facciamo praticamente sempre. Sarà una serata tranquilla, con pochi amici suoi che conosco anche io, la sua fidanzata che proprio adesso su facebook mi sta mandando messaggi carini per convincermi ad andare… Epppure sono paralizzata dal terrore. Sono due giorni che ho l’ansia e NON SO PERCHE’. Sto malissimo, non riesco a smettere di tremare, mi viene da vomitare, mi viene da piangere, faccio fatica a respoirare, ho crampi all’esofago, tachicardia. L’unico “motivo” che mi viene in mente per non andare è che sicuramente farò tardi e dormirò poco, ma tanto dormo poco anche le altre notti. Non può essere solo questo a bloccarmi… Eppure basta solo il pensiero a farmi venire i sudori freddi. E’ la mia nemica, la depressione, che vuole che io stia chiusa in casa. Vorrei riuscire a controllarmi ma proprio non ce la faccio. Vorrei chiudere le tapparelle e far uscire anche la mia famiglia e stare rintanata in casa da sola. E invece lascierò a casa da solo questo mostro nero che cerca di corrodere la mia voglia di vivere ed andrò lo stesso, anche se non ho voglia, anche se sono stanca, anche se ho paura da morire.

Annunci

Dio non è un bancomat

Premessa: quando parlo di ansia e depressione intendo condizioni patologiche, non semplice tristezza che può colpire chiunque magari in un momento difficile.

Mi capita di leggere in internet o di sentire persone che dicono di poter fare guarire dalla depressione attraverso la preghiera e la fede. Queste persone o non conoscono la malattia, o non conoscono Dio. Poco importa se sono in buona fede o se sono dei cialtroni, non ascoltateli, vi faranno solo del male. Se siete malati dovete curarvi, e paradossalmente a convincermi di questo è stato proprio un amico sacerdote. Io volevo a tutti i costi uscirne con le mie forze, mi sembrava che fosse colpa mia, che non mi fidavo abbastanza di Gesù. E lui mi ha risposto molto pragmaticamente “se vuoi possiamo dire un Padre Nostro assieme, ma non è quello che ti serve”. Con questo non voglio dire che la fede in Dio non sia di aiuto, anzi, per me che sono profondamente credente è a dir poco fondamentale. Ma il Signore non è un bancomat, non è che se dico tot preghiere Lui mi fa guarire, o trovare lavoro, o trovare il moroso… Che poi cosa si intende per guarire? La guarigione fisica, il miracolo? La vera “guarigione” che ci serve è quella interiore, fidarsi sempre di Lui, sapere che Lui sa qual’è il nostro bene meglio di noi, che se ci chiede qualcosa c’è sempre un motivo. Smettere di chiedersi perché. Sapere che Dio ci ama e farci bastare questo. Pregare per chiedere la guarigione dalla malattia non è un male, ma prima di tutto devo pregare perché la mia volontà corrisponda alla Sua. In questo modo vi assicuro che, pur soffrendo di una malattia così terribile si può vivere in perfetta letizia. I miei sorrisi non sono di circostanza, sono serena nella prova, ovviamente sarei contenta di guarire ma so che non è questa la cosa più importante. E’ difficile da spiegare e ancora di più da realizzare. A me ci sono voluti anni e ci dovrò lavorare ancora molto, probabilmente per sempre. Se pensate che la fede possa aiutarvi (e io penso che possa farlo per tutti), non cercate un guaritore ma un padre spirituale che vi guidi nel percorso di accettazione della sofferenza, o meglio ancora una suora (di solito sono più preparate, sensibili e disponibili all’ascolto). Per accettazione non intendo rassegnazione, continuate a combattere contro la malattia con tutte le forze che avete, e anche con quelle che non avete, ma imparate a farlo con serenità, sapendo che il vostro Creatore vi ama e non permetterebbe mai che vi succedesse qualcosa di male, anche se in certi momenti vi sembra impossibile. Non disperate. E se vi capita un momento di debolezza e smarrimento non sentitevi in colpa, perché la colpa non è vostra ma della malattia.

Come il diabete

Non sono un medico, ma ormai sto imparando a conoscere la mia nemica. Se devo fare un paragone tra la depressione e un’altra malattia, la prima che mi viene in mente è il diabete, secondo me hanno molte cose in comune. Puoi avere il diabete perché sei pigro, non fai attività fisica, mangi troppo e male. Ma puoi anche essere semplicemente sfigato, magari lo hai ereditato da un parente o ti è venuto senza che sia colpa tua, e la dieta, l’attività fisica, ecc. aiutano ma devi comunque prendere l’insulina. Insomma ci sono casi nei quali qualsiasi cosa tu faccia non puoi migliorare la situazione, e non è colpa tua. E nessuno si sognerebbe di dire ad un diabetico, appunto, che se sta male è colpa sua. Invece se sei depresso sono sempre tutti pronti a puntare il dito (che a te che stai male sembra un fucile). E’ vero, ci sono persone lamentose, che non hanno nessun problema ma vedono ugualmente tutto nero, che sono così di carattere e potrebbero anche fare uno sforzo per essere un tantino più positivi, giusto per non rovinare la vita di chi sta loro intorno. Ma ci sono anche persone che sono ammalate e basta, io di natura sono ottimista, allegra, mi piace uscire, ballare, mi diverto con niente, ma la depressione può piano piano toglierti tutto questo, e tu non puoi farci proprio niente. E in questo caso, come per chi ha il diabete, è essenziale prendere le medicine che facciano tornare il tuo cervello a funzionare normalmente. E possibilmente non avere intorno saccentoni che ti dicono che è colpa tua se stai male.

Quando nessuno ti crede

Inzio a  stare un po’ meglio. I nuovi antidepressivi hanno ovviamente i loro effetti collaterali, ma non sono così pesanti, le altre volte per il primo mese sembravo uno zombie. L’ansia in particolare è quasi scomparsa. E se è ovvio che sono contentissima di questo, dall’altra mi girano le palle perché io SAPEVO che c’era qualcosa che non andava e continuavo a dirlo ai medici. Loro, come al solito, quando non sanno cosa fare dicono che è colpa tua, dicevano che sono io che sono ansiosa di natura e devo imparare a conviverci. Ad un certo punto mi ero arresa, ho detto basta, smetto di prendere tutti veleni inutili che mi danno e alla prossima crisi depressiva la faccio finita e basta. Per fortuna il mio migliore amico mi è stato vicino evitandomi di fare cazzate. Io non dico che la psicoterapia non serva, anzi sono fortemente convinta che dovrebbero farla TUTTI, anche quelli che stanno bene, peché ognuno di noi si porta dentro delle ferite o dei nodi irrisolti dall’infanzia, o degli schemi mentali che possono essere cambiati e farci stare meglio. Un conto è dire “oltre ai farmaci hai bisogno di sostegno spigologico”, un conto è non credere ad una persona che viene da te piangendo che sta male e ti supplica di aiutarla. Queste ferite certo non aiutano chi già soffre di questa malattia terribile, e i medici dovrebbero impararlo. Mi hanno distrutta. Per questo scrivo. Perché spero che il mio dolore possa essere utile a qualcuno.

Primi giorni

Non appena lo psichiatra n. 2 mi ha sostituito gli antidepressivi, l’ansia di giorno si è ridotta tantissimo, e questa è una cosa sicuramente molto positiva, e una prova che non sono io paranoica ma semplicemente malata. Gli aspetti negativi sono che mi è completamente passato l’appetito e ho la bocca sempre super secca, per quanto io beva, è fastidiosissimo e a volte brucia. In più non riesco a dormire nemmeno con i sonniferi nuovi e per ora gli antidepressivi non hanno ancora fatto effetto quindi mi viene spesso da piangere senza motivo. Iero ho chiamato il medico, mi ha detto per ora di non aumentare gli antidepressivi, mi ha consigliato un’altra medicina per dormire (ma fa bene cambiare terapia così spesso?) ed è andata ancora peggio, stanotte non ho praticamente chiuso occhio. In compenso ho scoperto che se mi sciacquo la bocca con acqua e bicarbonato mi allevia un po’ il fastidio della secchezza.

Il n. 2

Mercoledì 04 ho fatto la prima viista con lo psichiatra n. 2. A pagamento, ovviamente. Perché se nel mio distretto sanitario (e penso anche in tutto il resto d’Italia, purtroppo) per qualche motivo non ti trovi bene con un medico non puoi cambiarlo, a meno che tu non sia disposto a pagare. Se, come me, con tante rinunce riesci ad avere qualcosina da parte puoi permetterti il lusso di provare a stare bene, se sei disoccupato o ti tieni il medico che ti hanno assegnato o ti butti sotto un treno. La visita è durata un’ora, quando andavo dallo psichiatra n.1 vedevo altri pazienti andare “con la mutua” dal n. 2 e la visita durava 10 minuti scarsi. Questa è la sanità che in tutto il mondo, a quanto pare ci invidiano. Polemiche a parte, lo psichiatra n. 2 è stato gentile, mi ha fatto domande sul mio passato, mi è sembrato preparato (il n. 1 non conosceva nemmeno alcune delle medicine che stavo assumendo ma continuava a prescrivermele), si è dimostrato dispobile, mi ha raccomandato che se ho una crisi e mi viene voglia di farmi del male io chiami in ospedale che c’è sempre qualcuno. Mi ha finalmente cambiato gli antidepressivi, probabile causa dell’ansia come effetto collaterale, mi ha ridotto i tranquillanti (che tanto non funzionavano su di me, quindi lo scopo è di eliminarli gradualmente), mi ha sostituito i sonniferi (quelli che prendevo prima sono adatti a chi ha problemi ad addormentarsi, io invece ho problemi a rimanere addormentata). E’ riuscito a fare questi cambiamenti senza provocarmi grossi effetti collaterali, non sono andata in astinenza perché per i primi giorni ho continuato a prendere sia i farmaci vecchi in dose inferiore, sia quelli nuovi. Certo, devo ancora arrivare al dosaggio definitivo di quelli nuovi, quindi ho ancora ansia e insonnia e a volte mi viene tanto da piangere senza motivo, ma pensavo peggio…