Perché questo blog

Soffro di ansia e depressione. Scrivere è terapeutico: la carta è più paziente degli uomini, come diceva Anna Frank. Non scriverò nomi, né il mio, né quello dei miei amici, né dei medici che mi curano. Non solo per privacy, ma perché un maggior numero possibile di persone possano riconoscersi nella mia storia. Tantomeno scriverò il nome di farmaci che assumo, per evitare di fare involontariamente pubblicità positiva o negativa, e perché è una cosa troppo soggettiva, io posso trovarmi bene con un determinato medicinale e qualcun altro no, io non voglio illudere nessuno. Scrivo la mia esperienza perché chi soffre di depressione non si senta solo, abbia la certezza che c’è qualcuno che capisce la sua sofferenza. E chi non ne soffre magari potrebbe essere interessato a conoscere e capire questa malattia così invalidante che colpisce sempre più persone. Non voglio commenti, non perché non accetti il confronto, ma perché non è quello che cerco. Voglio solo rendere la mia testimonianza nella speranza sia utile a qualcuno, senza dare consigli o riceverne, senza dare conforto a qualcuno in particolare o cercare di riceverne.

Ho deciso di non usare mai l’opzione di giustificare il testo, per renderlo più leggibile anche a chi soffre di dislessia. E’ una cosa che consiglio di fare a tutti

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