Come ho fatto?

Stamattina come sempre mi sono svegliata prestissimo, e la prima cosa che ho sentito, prima ancora di rendermi conto di essere sveglia, era l’ansia. Tremavo come una foglia. E non era ancora iniziata la giornata, non era ancora successo niente. Dopo un paio d’ore di questo strazio ha iniziato anche a venirmi da piangere. Ho pensato che dovevo calmarmi, mi sono concentrata, ho fatto due bei respiri… Passato tutto. E’ vero che oggi non sono andata a lavorare perché ho ancora la febbre, ed essere a casa anziché in ufficio è sicuramente meno stressante, ma mi chiedo ancora come sia possibile che io sia riuscita a farmi passare una crisi di ansia così forte da sola e in così poco tempo. Magari fosse sempre così facile!

E’ possibile

Gironzolando su internet trovi un sacco di persone che chiedono o danno risposte su ansia e depressione. Per fortuna ci sono anche siti abbastanza seri, dove a rispondere sono dei medici registrati che ci mettono il nome e la faccia. La cosa che più mi colpisce è l’incredulità di tanti che stanno davvero male e non credono sia solo ansia, si fanno prendere dal panico, chiedono consiglio ai medici per sapere se soffrono di problemi di cuore o di Parkinson o di altre malattie più o meno improbabili, dicendo “ma è possibile che l’ansia da sola mi faccia stare così male?”. Poveri, io li capisco… sembra impossibile che la nostra mente possa provocarci dei malesseri fisici così forti. E invece… Io ad esempio adesso sono a letto con l’influenza, conseguente all’ultima crisi depressiva che mi ha abbassato le difese immunitarie facendomi ammalare… Non sorprendetevi di niente, compagni di sventura, non avete idea di quanto possa essere variegata la nostra malattia. E anche se so bene quanto voi che è difficile, cercate di non crearvi altre inutili ansie preoccupandovi di avere chissà cosa. Starete solo peggio.

Caffè caffè

Finita la guerra nella maggior parte del nostro paese soldi non ce n’erano. Come quasi per tutti, per la mia nonna esisteva il “caffè”, quello che si beveva tutti i giorni e che in realtà era fatto con surrogati tipo orzo o cicoria, e il “caffè caffè”, quello fatto con il caffè vero, che siccome costava troppo si teneva in dispensa solo per le grandi occasioni, per gli ospiti, per quando una donna partoriva… Stanotte ho provato la differenza tra “dormire” e “dormire dormire”, che è più o meno la stessa. Di solito vado a letto, prendo i sonniferi, mi addormento sentendo la mia mente che lentamente viene obnubilata, il mio corpo che cede a questa specie di droga, mi sveglio dopo poche ore e non sono per niente riposata. E’ un sonno fasullo. Stanotte invece ho dormito di un sonno naturale, ristoratore. Com’è stato bello! E’ stato letteralmente stupendo, nel senso che appena svegliata la sensazione, oltre che di benessere, è stata di stupore. Di sicuro la stessa bella sensazione che provava mia nonna quando poteva gustarsi un buon “caffè caffè”.

Passaggio di consegne

Ieri mi sono riposata tutto il giorno, forse anche troppo. Finché stavo sul divano mi sembrava di stare bene, poi tra il tardo pomeriggio e la sera l’ansia ha iniziato a diventare insopportabile. Ho chiamato una signora che ha la singolare dote di riuscire a calmarmi, e il battito del cuore è tornato normale.

In ogni caso stanotte ho dormito comunque poco, e stamattina mi sono svegliata stanca e triste. Ho chiamato il mio psicologo n.1 (non perché sia il più bravo, vado solo in ordine cronologico) per comunicargli che ho deciso di non andare più da lui, ma da un suo collega dello stesso ambulatorio, e per chiedergli se può passare la mia cartella allo psichiatra n. 2. Come sempre è stato molto disponibile, e l’ho ringraziato per questo, gli ho detto la verità: non cambio perché penso che lui non sia bravo, solo magari un’altra persona con un altro punto di vista riesce a trovare il problema. L’ho ringraziato di cuore anche per come si è sempre comportato con me, mi ha fatto sentire capita e creduta, e questo in una malattia come la mia è importante. Non è riuscito lo stesso a curarmi, nonostante diversi mesi di visite e cambi delle dosi dei medicinali… Mi ha consigliato qualche giorno di riposo, gli ho chiesto consiglio, visto che si è dimostrato tanto gentile: se lo psichiatra n. 2 dovesse cambiarmi i farmaci probabilmente i primi giorni starò peggio, e forse sarà il caso che in quel momento io stia a casa da lavorare. Mi ha dato ragione, facendomi notare che una cosa non esclude l’altra. Questa breve chiacchierata mi ha aiutata tanto. Mi sono sentita “curata”, nel senso di qualcuno che si prende cura di me…

Perché questo blog

Soffro di ansia e depressione. Scrivere è terapeutico: la carta è più paziente degli uomini, come diceva Anna Frank. Non scriverò nomi, né il mio, né quello dei miei amici, né dei medici che mi curano. Non solo per privacy, ma perché un maggior numero possibile di persone possano riconoscersi nella mia storia. Tantomeno scriverò il nome di farmaci che assumo, per evitare di fare involontariamente pubblicità positiva o negativa, e perché è una cosa troppo soggettiva, io posso trovarmi bene con un determinato medicinale e qualcun altro no, io non voglio illudere nessuno. Scrivo la mia esperienza perché chi soffre di depressione non si senta solo, abbia la certezza che c’è qualcuno che capisce la sua sofferenza. E chi non ne soffre magari potrebbe essere interessato a conoscere e capire questa malattia così invalidante che colpisce sempre più persone. Non voglio commenti, non perché non accetti il confronto, ma perché non è quello che cerco. Voglio solo rendere la mia testimonianza nella speranza sia utile a qualcuno, senza dare consigli o riceverne, senza dare conforto a qualcuno in particolare o cercare di riceverne.

Ho deciso di non usare mai l’opzione di giustificare il testo, per renderlo più leggibile anche a chi soffre di dislessia. E’ una cosa che consiglio di fare a tutti